La figlia maggiore di Giovanni era convinta che suo padre fosse un uomo ormai risolto, pacificato con la vita. Ha cambiato idea quando sua madre si è ammalata e sono venuti a galla aspetti del suo carattere che non conosceva. Ma andiamo con ordine. Tutto ebbe inizio bruscamente una mattina, quando sua moglie svenne all’improvviso. Giovanni chiamò subito l’ambulanza, ma da quella perdita di coscienza lei non si riprese più.
Per mesi rimase sospesa in una parvenza di vita, chiusa dentro un coma impenetrabile che somigliava già alla morte. In quel periodo lui sembrava impazzito. Andava a farle visita tutti i giorni, guidando in tangenziale come fosse un circuito di Formula 1. La figlia lo implorava di rallentare, ma allora era troppo arrabbiato per darle ascolto.
Ogni occasione era buona per prendersela con qualcuno. Una volta inseguì uno sconosciuto fin sotto casa solo per rimproverarlo di avere attraversato con il semaforo rosso. Non accadde nulla, ma quella tensione incontrollabile finì per preoccupare anche gli altri figli.
Restava per ore al capezzale della moglie e, talvolta, borbottava contro le operatrici sanitarie se non le avevano pettinato i capelli o se il lenzuolo non era tirato alla perfezione. Giovanni pretendeva che fosse accudita a puntino; lo esigeva come l’ultimo gesto d’amore che poteva riservarle. La verità, però, era che non riusciva a rassegnarsi al caos interiore provocato da quella presenza ormai assente.
È difficile penetrare davvero nelle dinamiche di una coppia. Anche i parenti più vicini ne restano esclusi e devono limitarsi ad osservare, senza fare troppe domande. Solo a volte riescono a intuire la trasparenza delle emozioni che ancora li tiene uniti. I figli sorridono con una certa condiscendenza davanti i loro corpi adusti, dimenticando che il loro sangue continua a essere ossigenato dagli affetti più profondi.
Spesso non si accorgono che i loro genitori si sono dati il braccio per scendere insieme «almeno un milione di scale». D’altronde, in famiglia, è piuttosto comune mitigare o nascondere i momenti di difficoltà e di sofferenza. Ma è negli occhi dei vecchi innamorati, che hanno attraversato le complessità della vita, che sembra riflettersi la frase attribuita a Vincent Van Gogh: «Il cuore di un uomo è molto simile al mare, ha le sue tempeste, le sue marre e nelle sue profondità ha anche le sue perle».




