Al femminile

Il prezzo delle passioni umane

Malgrado tutto, sono queste a muovere la vita delle persone. Se la «roba» descritta nelle pagine di Giovanni Verga rappresenta il mezzo, è l’amore invece a pretendere l’intero
Augusta Amolini

Augusta Amolini

Commentatrice

Una coppia che si ama - © www.giornaledibrescia.it
Una coppia che si ama - © www.giornaledibrescia.it

Quando ho ritrovato un vecchio libro delle Novelle di Giovanni Verga, sono stata catturata dagli aggettivi che aderiscono ai personaggi come una seconda pelle. Mi sono immersa nelle descrizioni dei paesaggi, immaginando i colori del Biviere di Lentini e «le stoppie riarse della Piana di Catania».

Ho quasi avvertito l’odore degli «aranci sempre verdi di Francofonte» e il frinire delle cicale maschio che, in estate, avvolgono «La roba» di Mazzarò. Una novella ogni sera e, al termine, mentre prendevo sonno, pensavo al modo in cui lo scrittore sapeva ascoltare la gente, raccogliere storie da custodire o da dimenticare. Un patrimonio di voci, diventate un canovaccio umano sul quale Verga riassume, con asciutta diligenza, la trama della cultura contadina siciliana del suo tempo.

Alcune pagine costringono a fermarsi, a tornare indietro, a rileggere. Quei racconti, intagliati dalla malaria e dalla miseria, a distanza di quasi due secoli fanno ancora pensare a intere famiglie accomunate alla sorte dei loro animali: ugualmente sottomesse al padrone, alla terra e alla volubilità della natura. Nella narrazione emerge un ordine sociale dal quale è quasi impossibile sottrarsi, perché contro la fame non è facile vincere.

Il filo che unisce le novelle è rosso, come le passioni che le generano. Lo si comprende mano a mano seguendo le vicende dei personaggi: Nena, «la rossa», che si toglie di bocca il pane nero per regalare a Santo una berretta di seta nera; Peppa, amante del brigante Gramigna, che lo segue con la fedeltà di un cane; e «la Lupa» che, divorata da una passione distruttiva per il marito di sua figlia, affronta la scure di Nanni «con le mani piene di manipoli di papaveri rossi».

Malgrado tutto, sono le passioni a muovere la vita delle persone. Se la roba rappresenta il mezzo, è l’amore a pretendere l’intero. Così, gli orecchini che battono sulle guance di Lola non bastano a colmare la sua vita con Alfio, e Turiddu pagherà il tormento morendo ammazzato tra i fichidindia.

Oggi viene da chiedersi se questi racconti appartengono davvero al passato o se quelle passioni, sotto nomi diversi, abitano ancora il nostro presente. Sono loro a dare senso ai sacrifici e forma alle illusioni di riscatto. I sentimenti non vanno giudicati, ma ascoltati, perché nel desiderio si riflette un bisogno umano di amare e di essere amati che non può essere cancellato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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