Al femminile

L’odore dei libri e la cultura da preservare

Con l’Intelligenza artificiale la lettura su carta rischia di scomparire: solo i nostalgici continuano ad acquistare volumi
Augusta Amolini

Augusta Amolini

Commentatrice

L'odore dei libri è destinato a scomparire?
L'odore dei libri è destinato a scomparire?

Una ricerca sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di un gruppo di studenti cinesi ha messo i riflettori su un fenomeno che ha già superato la Grande Muraglia. I compiti svolti a casa con l’IA ottengono dei voti che non corrispondono poi alle verifiche in classe senza l’aiuto dei dispositivi. In altre parole: senza un computer, le skills non sono più le stesse. È un po’ come copiare il problema di geometria risolto dal compagno di banco, salvo poi non essere in grado di spiegarlo con una dimostrazione.

Sta diventando normale rivolgere domande a un assistente vocale che risponde con tono rassicurante, con la presunzione che le informazioni ricevute si trasformino in farina del nostro sacco. Nel frattempo, il contenuto di milioni di libri è diventato patrimonio di immensi archivi digitali. I libri, una volta scannerizzati, diventano superflui e la lettura su carta rischia di apparire perfino una forma di ostinazione. Chissà se stiamo almeno salvando qualche albero, dal momento che tanta cellulosa è stata sostituita da milioni di eBook. Forse sarebbe bastato un riciclo più efficace, benché la misura della modernità attuale non sia nemmeno la sostituzione della carta con uno schermo, ma la velocità con cui si accede al sistema.

Per questa comodità rinunciamo all’inconfondibile odore dei libri. Scarichiamo racconti e classici della letteratura su pagine digitali che non frusciano, che non possono essere sottolineate con la matita o piegate all’angolo per ritrovare il segno. Ormai le librerie rischiano di diventare un concetto del passato e solo i nostalgici continuano ad acquistare volumi, lasciando il segno del loro passaggio con sottolineature e le iniziali sulla prima pagina.

Che i libri rappresentino uno strumento sociale lo ricorda anche un recente video in cui uno scrittore siriano, rientrato a Damasco dopo quindici anni di esilio, abbatte un muro di casa costruito per nascondere la sua biblioteca. Negli anni della dittatura di Assad, la censura colpiva anche la cultura e molta letteratura straniera era vietata. Una realtà che pare ispirata dal film «Fahrenheit 451», in cui i libri vengono bruciati, o dal romanzo distopico di George Orwell «1984», dove ogni giorno l’informazione viene riscritta e manipolata. Oggi è proprio la possibilità di modificare o cancellare i testi che preoccupa.

Siamo ancora in tempo per mettere al sicuro la cultura umana, prima di essere costretti a imparare i libri a memoria per poterli trasmettere alle future generazioni?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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