Al femminile

Melina, regina nell’arte di strada

Qualcuno ride, altri scuotono la testa, giudicando stramba quella piccola donna anziana vestita con abiti improbabili dai colori sgargianti
Melina Riccio per le strade di Genova - Foto instagram
Melina Riccio per le strade di Genova - Foto instagram
AA

Quando Melina Riccio cammina per i caruggi di Genova la gente si volta a guardarla. Il cappello di foglie o le ghirlande di margherite e oleandro che mette in testa, quasi fosse la regina dell’arte «Irregolare», non passano inosservati.

Qualcuno ride, altri scuotono la testa, giudicando stramba quella piccola donna anziana vestita con abiti improbabili dai colori sgargianti.

Con il tempo è diventata un personaggio inusuale come il suo nome. Appartiene al centro storico, dove la gente accetta il suo estro e non si lamenta quando scrive sulle saracinesche o sui muri le sue poesie in rima baciata. È una poetessa autodidatta fuori dalle convenzioni sociali. Diffonde i suoi messaggi d’amore e di pace ricamando dei bizzarri mantelli che porta in giro con le sue parole in sostegno della natura.

Melina Riccio - Foto instagram
Melina Riccio - Foto instagram

Non sorprende neppure che i fiori recuperati da Melina siano in armonia con Euroflora, l’esposizione internazionale di vivai e paesaggisti che la città della Lanterna ospiterà fino al 4 maggio. Non è un evento solo legato alla cultura botanica, bensì alla sostenibilità ambientale.

Adesso ha 74 anni e sembra abbia trovato il suo centro, ma il percorso della sua esistenza è stato spesso in salita. La sua storia ricorda quella di Alda Merini, come lei ha conosciuto la depressione e le ore lente e penose degli ospedali psichiatrici.

Si dice che il primo crollo psicologico l’abbia avuto dopo una profonda delusione nel suo lavoro e, proprio durante il ricovero, abbia maturato una spiritualità che la porta a vedere nelle cose semplici qualcosa di divino.

La sua vena artistica si esprime nell’uso di materiali di recupero. Le sue opere di strada sono realizzate con stracci e pagine accartocciate di vecchi giornali, con fiori secchi e altri oggetti raccolti nei cassonetti della spazzatura. Eppure i graffiti sui muri dei vicoli che scendono verso il porto invitano alla pulizia, alla cortesia e sempre alla pace.

Ha ricamato anche dei pesciolini rossi attorno alla Madonna di Pre per la gente del quartiere che, come lei, vive un po' ai margini. Il suo modo di affrontare il disagio è diventato un documentario che ha ottenuto il «Premio Franco Basaglia» come migliore film sui temi della salute mentale.

Steve Jobs pensava che «Le persone pazze abbastanza da credere di poter cambiare il mondo, sono quelle che lo fanno». Melina, presa da molti come «stravagante», a modo suo ci prova.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.