Al femminile

I filosofi antichi nell’era del Wi-Fi

Il richiamo di Xi Jinping alla storia greca per avvisare Trump fa riflettere sul mondo di oggi, dominato dai social e dalla tecnologia. Torna attuale la lezione di Aristotele: i veri legami non si misurano dai follower, ma dalla cura e dal tempo che dedichiamo agli altri
Augusta Amolini

Augusta Amolini

Commentatrice

Aristotele
Aristotele

«La trappola di Tucidide», citata da Xi Jinping, ha indirizzato la curiosità globale su filosofi e storici dell’antica Grecia. Un tema classico, oggi appannaggio di pochi, anche se negli anni ’70 gli studenti giocavano con quei nomi e recitavano una filastrocca ambientata in un cinema in fiamme: «Eschilo che qui si Sofocle! Attenti alle scale Euripide, se cadi Tucidide»…

Il leader cinese si è rivolto al presidente Trump con l’eleganza del riccio, rifacendosi a un principio vecchio di secoli ma sovrapponibile allo scenario politico internazionale. Lo ha messo in guardia con discrezione, usando l’arma nobile della cultura e lasciando velatamente intendere che: quando si tira troppo la corda si corre sempre il rischio che si spezzi.

La scelta di richiamare Atene e Sparta non è casuale, anche se oggi la politica guarda con gli stessi occhi di allora e la guerra parla il linguaggio ambiguo dei social. Aver reso attuale il pensiero di uno storico antico è stato come assestare un colpo di fioretto durante un combattimento in cui uno dei due contendenti usa la clava.

Viviamo un tempo in cui tutti vogliono vedere, dove verità e menzogne godono dello stesso diritto di cittadinanza. Perfino la piramide dei bisogni è cambiata: alla base oggi c’è la connessione wi-fi, mentre gli affetti occupano il quarto posto. In questo contesto di valori sdrucciolevoli si inserisce anche il tema dell’amicizia.

Cresciamo nella convinzione che uno dei segni del successo sia avere molti amici. Ed è proprio in questo bisogno diffuso di approvazione che, ogni tanto, riaffiora una massima attribuita ad Aristotele. Una delle menti più brillanti di tutti i tempi aveva capito, già nel 300 a.C., che: «Chi è amico di molti, non è amico di nessuno».

Forse è vero: troppe relazioni rendono i rapporti più superficiali e intrecciare dei legami con una quantità eccessiva di persone può risultare dispersivo. Eppure chi ha pochi amici viene ancora guardato con sospetto, quasi avesse qualcosa da nascondere.

Aristotele lo aveva capito per primo che: la vera amicizia è una forma di amore limpido e disinteressato che richiede cura, tempo e dedizione. Non è il numero a metterci al riparo dalle delusioni, ma la presenza su cui poter contare. Dopo più di duemila anni continua ad avere moltissimi follower, senza avere mai scritto un post su X.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Il tuo quotidiano, con tablet inclusoIl tuo quotidiano, con tablet incluso

Direttamente a casa tua, per tutta la famiglia a soli 0,90€ al giorno

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoIl mattone cambia regole e le banche stanno già scegliendo quali case finanziareIl mattone cambia regole e le banche stanno già scegliendo quali case finanziare

La location non basta più: ecco cosa farà salire (o diminuire) il valore delle case. L'analisi con un professionista del settore

Il libro «Decisioni artificiali» in edicola con il GdBIl libro «Decisioni artificiali» in edicola con il GdB

Volume sull’IA e sulle decisioni delegate alle macchine, scritto da Marco Camisani Calzolari

SCOPRI DI PIÙ