Al femminile

Vivere con le orecchie dritte è sintomo di intelligenza

Dare fiducia è un atto di eleganza ma un pizzico di cautela mette sempre al riparo da tanti dispiaceri
Una persona che ascolta
Una persona che ascolta
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Di ritorno dal mercato, Clara ha incontrato l’ex compagno di sua zia Emilia. Non ha potuto schivare lo sguardo fiammeggiante con il quale sembrava volerla incenerire.

L’astio è nato a causa del denaro che Emilia aveva investito. Era il suo tesoretto, neppure quando si era gravemente ammalata aveva voluto condividere il suo conto con il convivente. Sei mesi fa è morta. La questione invece continua a vivere tra gli incartamenti degli avvocati chiamati a rispondere alle pretese di un uomo che, senza diritti legittimi, reclama titoli e proprietà.

Questa è una storia nata fra due persone troppo anziane per crearsi dei vincoli, diventata aspra come il vino andato in aceto. È durata oltre dieci anni senza mai registrare l’unione neppure come coppia di fatto, avendo lui due figli e un matrimonio ancora intero sulle spalle.

Per comodità abitavano nell’appartamento di Emilia, privi di un sostanziale impegno e in assenza anche dell’unica clausola che avrebbero dovuto sottoscrivere: «Visti e piaciuti nello stato in cui si trovavano», come quando si compera una casa. Se lei era economicamente indipendente, di fatto lui lo era molto meno.

Con la scusa che «teneva già famiglia» si era adagiato e apriva raramente il portafoglio. Il bisogno di compagnia di Emilia si era rivelato provvidenziale per un opportunista che evitava volentieri di contribuire anche alle spese. La sensazione di godere di sentimenti lazzaroni l’ha indotta a non modificare il suo testamento neppure quando la malattia ha preso il sopravvento.

La decisione lucida che l’appartamento e i suoi risparmi fossero suddivisi fra le sorelle e i nipoti non è mai venuta meno. Per questa ragione, come un compagno di merende, vedendola ormai prossima alla fine e incapace di opporsi l’ha accompagnata in Banca con l’intenzione di aggiungere la sua firma. Solo il dubbio dell’impiegato e la provvidenziale assenza del direttore hanno impedito che la volontà di zia Emilia venisse manipolata.

Detto questo, la vicenda capovolge l’idea radicata che a raggirare gli ingenui alla ricerca di affetto o di compagnia siano soprattutto le donne. Appare invece chiaro che l’abilità nello sfruttare le situazioni appartiene anche ai maschi.

Quindi, fidarsi è bene, ma un pizzico di cautela mette i conviventi al riparo da tanti dispiaceri. Se dare fiducia è un tratto distintivo di eleganza, tenere le orecchie dritte è un segno di intelligenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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