Al femminile

Diventare mamme senza alcun libretto di istruzioni

Domenica è la festa della mamma. Chi può regalerà un mazzo di rose ma ciò che conterà davvero sarà il pensiero
Augusta Amolini

Augusta Amolini

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Una madre - © www.giornaledibrescia.it
Una madre - © www.giornaledibrescia.it

Domenica è la festa della mamma. Chi può regalerà un mazzo di rose ma ciò che conterà davvero sarà il pensiero. Le madri apprezzano anche una margherita raccolta nel giardino condominiale allo stesso modo delle azalee solidali che, ricambiando l’amore materno, fanno bene anche alla ricerca. La giornata dedicata alla madri non sempre è una vera festa, neppure si ispira vagamente all’antica tradizione romana dei Saturnali quando, per un giorno i ruoli venivano capovolti, gli schiavi riposavano e venivano serviti dai padroni.

Anche questa è un’occasione familiare per attovagliare i figli e, dopo aver passato ore ai fornelli, le festeggiate spesso restano sole a rigovernare la cucina. «Lasciate stare, faccio io dopo». Rispondono alla vaga offerta di aiuto, riconoscenti per l’orchidea infiocchettata e il cuore di cioccolatini ricevuto in dono.

Figli, nuore e generi sono esperti nel «salto dello sbarazzo» poiché in casa dei genitori vige la placida propensione a non fare niente. La chiamano inclinazione alla cura, benché non tutte le madri raggiungano l’apice della loro aspirazione nel “«ortare il latte con le orecchie» alla nidiata.

Per diventare mamme in questi tempi instabili, dove le certezze durano il tempo di bere un caffè in piedi, bisogna diventare elastiche come materassi a molle. Ci vuole un fegato da balenottera per allevare dei figli che imparano prima a usare il tablet e poi a camminare.

A una mamma per festeggiare basta entrare nella camera dei ragazzi senza provare smarrimento di fronte a un disordine che neppure i ladri riescono a lasciare. Solo la forza della maternità può sopportare la vista di un bagno nel quale è stata aperta la cascata delle Marmore o di un soggiorno dove sembra passato un branco di scimmie urlatrici. Ci vuole più coraggio ad affrontare un figlio adolescente che un parto indotto, ma per fare la spesa con un bambino per mano e uno nel carrello è necessaria una certa destrezza. Serve resistenza anche per alzarsi più volte di notte e andare al lavoro la mattina mattino dopo.

Si diventa mamme senza un manuale di istruzioni, senza un corso intensivo di amore o di pazienza. Ci si prova sbagliando. Il risultato dei nostri errori e dei nostri tentativi riusciti sono i nostri figli che una volta all’anno ci dilettano con un fiore e come le mele non cadono mai lontano dall’albero.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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