Alberto esce alle 6,30 dal suo casale per andare al lavoro e non pensa mai a quando ci abitava con Ludmilla. Ha giusto qualche flash, ma il ricordo si incaglia nell’ultimo periodo, quando le frizioni avevano superato le attenzioni.
Se all’inizio lei si era mostrata premurosa, nel giro di poco i parenti e alcuni amici avevano già notato uno spiccato interesse più per l’immobile che per una relazione stabile.
Si era infatti dedicata alla casa, cominciando a dare una nuova collocazione agli oggetti della cucina. Aveva poi sostituito la biancheria ed eliminato alcuni soprammobili, caratterizzando gli ambienti secondo il proprio gusto.
Insomma, si comportava come se fosse la padrona di casa. Di fatto, lo era diventata nel momento in cui aveva indicato l’indirizzo di Alberto come sua abituale residenza e un agente della polizia municipale ne aveva verificato l’effettiva corrispondenza. Alta, bionda e ambiziosa, furba come una volpe, sembrava determinata ad assaltare il pollaio. Nel giro di poco tempo, dalla sua matrioska fece uscire una sorella, due genitori e, infine, con un colpo di teatro, apparve anche un figlio.
Tuttavia, Ludmilla non cercava un lavoro. Anche se parlava bene l’italiano, trovava sempre delle scuse per evitarlo. Ben presto la convivenza si rivelò affollata e più insopportabile del previsto. Così, una mattina, mentre lui era in ufficio, prese armi e bagagli e, caricata la macchina di un provvidenziale amico, Ludmilla se ne andò, con annessi e connessi della sua matrioska, lasciandosi dietro scarpe, borse, cosmetici e parecchi vestiti. Ed ecco il punto di svolta nella storia. A distanza di un anno, Alberto si è fidanzato con Francesca e, poiché insieme stanno benissimo, decidono di convivere.
L’armadio, però, è ancora pieno di roba e Francesca, libera da schemi mentali e da inutili gelosie, risolve il problema in modo semplice e, perché no, redditizio.
Tiene per sé il poco che le piace, qualcosa regala alle amiche, il resto lo mette in vendita su un sito di abbigliamento e accessori di seconda mano. Dice che quei due abitini le stanno «un amore», mentre, soddisfatta, occupa con i suoi lo spazio appena recuperato.
Con distacco e ironia, ha cancellato ogni traccia del passaggio della ex. Senza scenate: è bastato un click per eliminare dei cespiti più ingombranti.
A poco, s’intende, perché anche l’usato migliore tende a deprezzarsi parecchio.



