Al femminile

Aspettando che si alzi un filo di vento

Con il suo record di calura, incendi e tensioni internazionali, l’estate 2026 invoglia più a barricarsi in casa, godendosi il costosissimo fresco del condizionatore
Augusta Amolini
Estate, tempo di afa e vacanze
Estate, tempo di afa e vacanze

Le stagioni sono diventate così bugiarde che ormai, nel loro ciclo, non ci crede più nemmeno l’Almanacco. L’afa non dà tregua fin dal mattino, la canzone «Ma il cielo è sempre più blu» in radio suona quasi come una provocazione. Ogni movimento pesa. Persino piegare gli abiti da infilare in valigia costa fatica. Con il suo record di calura, incendi e tensioni internazionali, l’estate 2026 invoglia più a barricarsi in casa, godendosi il costosissimo fresco del condizionatore. Le acque trasparenti scorrono solo su Instagram, dove tutto sembra perfetto.

Per chi parte, lo stress comincia prima di chiudere la porta di casa: bisogna consumare ciò che vegeta in frigorifero. Così, dopo aver dato fondo agli ultimi surgelati e mescolato vari formati di pasta pur di non aprire una confezione nuova, restano un fondino di salame avvolto nella carta argentata, due yogurt e un vasetto di maionese appena iniziato. È in questi momenti che ci si pente di non avere coltivato i rapporti con la vicina. Sarebbe stato utile chiederle in prestito un paio di uova, raccomandarle di chiamare nel caso dovesse sentire strani rumori provenire dall’appartamento. Alla fine, pur di non sentirsi in colpa per aver buttato due pomodori cuore di bue e una busta di rucola, si finge di averli mangiati. C’è anche chi lascia tutto com’è: affida ai temporali l’annaffiatura delle piante sul terrazzo e rimanda la bonifica del frigorifero al ritorno dal mare o dal campeggio in Val Venosta. Anche quest’anno il protagonista delle ferie è il costo. Pedaggi, alberghi e ristoranti sono rincarati, ed è come scoprire l’acqua calda.

Il vero classico estivo, però, restano le vacue conversazioni su come mantenere la linea, affrontate davanti a una frittura o a una pizza da persone mediamente snelle che consigliano digiuni intermittenti e diete miracolose, rivolgendosi puntualmente a chi sfoggia una morbida «forma tonda».

Chi può cerca rifugio in montagna. Peccato che il fresco, ormai, non sia più garantito neppure in vetta. Il vero gelo, oggi, si trova nell’incertezza dei gestori dei lidi in attesa che la Direttiva Bolkestein ridisegni il futuro delle concessioni demaniali. Nel frattempo continuano ad affittare lettini e ombrelloni a prezzi capaci di provocare un colpo di calore anche al portafoglio.

Insomma, non è cambiato quasi niente. Anche quest’anno andremo in vacanza con le poche certezze che ci restano, sperando solo che si alzi un filo di vento.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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