«Sono fuori di testa!» Questo pensiero viene guardando la pelle ustionata dei giovani che partecipano alla gara demenziale che impazza sui social. La «Sunburn challenge» è la sfida targata Estate 2025, ma è anche una prova lampante di quanto, a volte, la stupidità umana sia più grande della bontà divina. Diciamolo: bisogna essere stolti o incoscienti per arrostire al sole come braciole, senza un filo di crema protettiva, solo per ottenere dei like che la gente lascia senza sforzo e senza ragionarci troppo. Il tempo in cui una sfida rappresentava una prova di abilità o di forza è lontano anni luce.
In questa situazione, la bravura consiste nell’evitare un’insolazione mentre ci si ustiona per pubblicare un video o le fotografie di linee bianche in contrasto con la pelle paonazza. Alla fine, si ottiene un trofeo (di spumiglia), guadagnato con una faccia rossa come il semaforo, la schiena spellata (in alcuni casi perfino con le bolle d’acqua) per via delle righe lasciate dai lacci del costume, dall’orologio, da occhiali o collanine. Gli sfidanti esibiscono fieri le loro scottature come fossero un premio Nobel, indifferenti ai consigli di medici e dermatologi, inorriditi da quella gara assurda che ha ottenuto più di 200 milioni di visualizzazioni.




