Il titolo originale era «Telp.1» e l'acronimo sta per «Tentativo di esaurimento di un luogo parigino». Era la prima tappa del progetto «Lieux» che George Perec aveva ideato nel 1969: scegliere dodici luoghi di Parigi e descriverli per dodici anni, una volta l'anno ciascuno, sigillando i testi in buste da riaprire dopo dieci anni. Magari - diceva Perec - per scoprire solo «la traccia di un triplice invecchiamento: quello dei luoghi stessi, quello dei miei ricordi e quello della mia scrittura».
Perec era uno degli elementi di spicco dell'OuLiPo, il laboratorio di letteratura potenziale costituito da autori convinti che la scrittura sia uno strumento di creatività e per renderla ancora più tale si sottoponevano a rigide ed arbitrarie regole come quella di scrivere solo palindromi, o testi come se una lettera a caso dell'alfabeto non esistesse.
Se si vuole, questo singolare libretto, ora ripubblicato in Italia con le foto di Pierre Getzler e le note di Alberto Recaldano, può essere letto così, cercando le tracce del movimento che ebbe successo in Francia.
Ma se si considera esaurita quell'artificiosa sperimentazione, la lettura apre orizzonti inaspettati. Perec per tre giorni si è seduto ai tavoli dei Café o sulle panchine di Place Saint-Sulpice, annotando tutto quel che vedeva. Non le molte cose note e già descritte, ma il resto «quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole». Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 ottobre 1974.
Il primo giorno per elencare le cose viste, il secondo per ragionare su di esse e le variazioni, il terzo per cogliere i riti di una giornata di riposo. E la vita quotidiana di Parigi si spalanca davanti al lettore: la «Due cavalli» verde mela, i pullman carichi di giapponesi, gli uomini con la pipa, le mamme con il passeggino, borse della spesa e baguette sotto il braccio, un funerale ed un matrimonio. E dopo l'immancabile pioggia, un piccolo raggio di sole che illumina quattro bambini e un cane che sembra Milou.
Perec aveva ragione: noi invecchiamo con i nostri ricordi. E Parigi è sempre Parigi.
Claudio Baroni
Tentativo di esaurimento di un luogo parigino
Georges Perec
Voland, 64 pagine, 12 euro
Perec: Parigi è sempre Parigi
Lo scorrere della vita annotato, ora per ora, in tre giorni. Esperimento di un esponente di punta della letteratura potenziale.

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