Un orso sulle pendici del Guglielmo catturato dalle telecamere in Pontogna
Il buio non è sceso da molto e, com’è giusto che sia, il bosco diviene di totale proprietà degli animali: cercatori di funghi, escursionisti, boscaioli, cacciatori e tutti i frequentatori delle vette, alle 21.47 di sera sono a casa o in piazza o al ristorante, semmai, non certo nell’oscurità totale di una selva di montagna. È allora che gli orsi iniziano a sbucare, passeggiano e si muovono in cerca di cibo. È successo di nuovo, recentemente, in Valtrompia, lo scorso 27 luglio, quando una fototrappola ha ripreso un esemplare piuttosto massiccio che stava transitando tranquillo, annusando qua e là tra gli alberi non troppo distante dalla località Pontogna, in territorio di Pezzaze.
Un’area parecchio frequentata dall’uomo durante il giorno, ad esempio per le passeggiate in Guglielmo (il sentiero non è molto lontano). E poi, diciamolo, i centri abitati sia della Val Trompia sia della Vallecamonica e, anche, del Sebino non sono poi così remoti (la Val Palot è a un tiro di schioppo, così come Montecampione, e con la progressione di un orso ci vuole davvero pochissimo tempo per arrivarci).
Nelle valli
Da mesi, in quest’area triumplina, si rileva la presenza di uno o più plantigradi e anche la Polizia provinciale lo conferma. In realtà, nell’estate del 2023 sono già diverse le segnalazioni della presenza degli orsi su tutta la provincia di Brescia: i casi accertati dagli agenti esperti di palazzo Broletto sono almeno una trentina, numeri più o meno in linea con gli ultimi anni. Sono leggermente calate, invece, le predazioni ai danni di animali da allevamento: si tratta di un attacco a una pecora, lo scorso mese di aprile, nella zona di Grevo di Cedegolo, e di una capra, in luglio, in Cadino della Banca, tra Breno e il Gaver. Una decina di segnalazioni di passaggi si concentrano in quest’area della Valtrompia, ma anche in alto Garda e in Vallecamonica, sia in media Valle (area di Cedegolo-Ceto) che nella zona più a nord, ma ci sono casi anche sopra Gardone Valtrompia e Pisogne, sui monti alle spalle di Darfo ed Esine e qualcosa in Valsabbia. Come gli esperti continuano a ripetere, non ci sono pericoli reali per l’uomo, perché la stragrande maggioranza delle segnalazioni arriva da fototrappole, piazzate nei boschi perlopiù da cacciatori, e perché difficilmente gli animali selvatici si avvicinano alle persone, che nella realtà temono.Nel Bresciano non si segnalano attacchi all’uomo da parte di orsi e neppure incontri troppo ravvicinati. Certo, sapendo delle loro frequentazioni sempre numerose tra le vette di casa nostra, qualche accorgimento in più è comunque consigliabile adottarlo. Ma senza farsi prendere dall’ansia.
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
