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Valtrompia e Lumezzane

L'INTERVISTA

L'intervista esclusiva a Pasini, l'assassino di Manuela


Valtrompia e Lumezzane
20 ago 2018, 12:43
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Versione integrale dell'intervista esclusiva, pubblicata il 15 agosto 2018 dal Giornale di Brescia.

 

In questo giallo dell’estate lui è l’amante. «In verità la nostra relazione è finita un anno fa, forse anche di più» precisa l’uomo al telefono dalla località di mare dove sta trascorrendo le vacanze, iniziate il giorno dopo essere stato ascoltato dai carabinieri.

Sentito in qualità di persona informata sulla scomparsa di Manuela Bailo, la 35enne di Nave svanita nel nulla tra il 29 e il 31 luglio, dopo l’ultimo sms. Gli inquirenti stanno scavando nella vita privata della giovane e soprattutto nei rapporti con l’ ex fidanzato e ancora convivente, e poi nel passato-presente con questo uomo sposato, più anziano di lei di dieci anni, di cui è stata innamorata e forse lo è ancora.

«Non so cosa pensare, non riesco a capire cosa possa essere successo» racconta l’uomo in una telefonata lunga otto minuti in cui non si sottrae alla raffica di domande. «Ma non metta il nome, sto ricostruendo la mia vita» chiede. Richiesta accolta. E lui continua: «Mia moglie sa della relazione che abbiamo avuto, ma ora con Manuela è tutto finito» spiega. Eppure i due si sono visti e sentiti prima che la dipendente del Caf Uil sparisse a bordo della sua auto, non ancora ritrovata.

«È vero - conferma - ci siamo incontrati venerdì sera, il 28 luglio, per un aperitivo assieme ad altri colleghi». E racconta: «Ho visto la solita Manu, allegra, serena. Ha accennato che sarebbe andata al lago nel week end. In verità aveva in programma di trascorrere qualche giorno al mare con un’amica, che però alla fine si era tirata indietro». L’uomo conferma poi di aver chattato via sms con Manuela anche sabato pomeriggio, come già avevano dimostrato le immagini delle telecamere installate nella casa dove la 35enne convive con l’ ex. «Sì, ci siamo scritti, ma nessun messaggio particolare. Mi ha ribadito che andava al lago».

Poi altri messaggini lunedì pomeriggio, qualche ora prima che il telefono di Manuela Bailo si spegnesse per sempre. «Ho saputo da una sua collega che la mattina non era andata al lavoro perché era malata, e volevo sapere come stava. Tutto qui». La famiglia nutre forti dubbi che a chattare sulla tastiera dello smartphone tra sabato e lunedì sia stata effettivamente Manuela. Questione di stile. «Non lo so, a me dubbi non ne sono venuti. Credo fosse lei. Ci siamo scritti qualche stupidata lunedì e poi non l’ho più sentita». La sparizione. Nel frattempo la 35enne di Nave è scomparsa insieme alla sua auto. «Io sono tranquillo, so di non aver fatto nulla e di non c’entrare con questa vicenda, ma allo stesso tempo sono preoccupato per lei». I due si conoscono da anni, così come lui conosce anche la madre di Manuela. «Posso immaginare cosa stia provando la sua famiglia.

Non è da Manuela sparire senza dire niente a nessuno». Pensieri messi a verbale dai carabinieri per il quale Manuela «provava una forte infatuazione», per dirla con le parole della denuncia di scomparsa. Lui ha spiegato anche di essersi fatto male proprio nella giornata di sabato 29 luglio, giorno in cui la ragazza è stata immortalata per l’ultima volta dalle telecamere. «Coincidenza. Una caduta, una botta e nulla di più».

L’ ex amante sapeva della convivenza ancora in corso tra la 35enne di Nave e il suo ex fidanzato. «Mi aveva detto che non c’era più nulla, ma che continuavano a vivere insieme per una questione di comodità. Tra loro era finita due anni fa quando lui aveva scoperto che ci frequentavamo» racconta. «Non credo che ora uscisse con un altro uomo - aggiunge - anche se forse non sarebbe venuta a raccontarlo proprio a me».

 

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