Sarebbe un’esca per animali selvatici, fuori commercio dal 1970, l’oggetto trovato nello stomaco di Giuseppe Ghirardini, l’operaio della Bozzoli di Marcheno morto per avvelenamento da cianuro e ritrovato cadavere a più di cento chilometri da casa.
Il veleno era contenuto all’interno dell’oggetto, in un’anima di silicato, che all’esterno sarebbe invece ricoperto da una polvere simile a creta.


