Due condanne e due assoluzioni. Si è chiuso così il processo di primo grado per il crac della Stefana S.p.A., l’azienda metallurgica con sede a Nave e stabilimenti a Montirone e Ospitaletto e che aveva avuto nei suoi periodi migliori fino a 600 dipendenti. Azienda che dopo il concordato preventivo è stata dichiarata fallita con un passivo da oltre 320 milioni di euro.
Come richiesto dei pubblici ministeri Benedetta Callea e Carlotta Bernardini, le condanne, per quella che è stata ritenuta una bancarotta impropria, sono arrivate per Giacomo Ghidini, ex presidente del gruppo, e per il consigliere del Cda Pieralberto Ghidini. Per loro, pena di tre anni e sei mesi con interdizione dall’attività lavorativa per lo stesso periodo, mentre il reato di insolvenza fraudolenta è stato prescritto.




