Valtrompia e Lumezzane

Autostrada Valtrompia, i sindaci: «Prima ambiente e salute»

Intervento congiunto dopo la notizia pubblicata dal GdB sulla scoperta di nuovi siti inquinati
Cantieri per l'Autostrada della Valtrompia - © www.giornaledibrescia.it
Cantieri per l'Autostrada della Valtrompia - © www.giornaledibrescia.it

Il problema esiste, per «la nota vocazione industriale della Valtrompia e il probabile utilizzo continuativo nel tempo delle acque del Mella a fini irrigui». Tuttavia, gli amministratori locali, insieme «a tutti gli attori coinvolti», seguono «le varie analisi di prosecuzione dei lavori, mettendo al primo posto la tutela della salute dei cittadini e la sostenibilità ambientale dei vari interventi», cercando comunque di «garantire la conclusione rapida dell’opera».

Così i sindaci Donatella Ongaro (Sarezzo) Agostino Damiolini (Concesio), Moris Cadei (Villa Carcina) e Josehf Facchini (Lumezzane). L’argomento sono le scorie e i veleni scoperti in alcuni terreni a Concesio, Villa Carcina e Sarezzo durante le indagini preliminari alla costruzione dell’autostrada. Idrocarburi e metalli pesanti: arsenico, cadmio, cromo, piombo e zinco. I sindaci se la prendono con il Giornale di Brescia che ha pubblicato la notizia.

Parlano di «ingiustificato allarme ambientale, pur consapevoli che tale aspetto, prevedibile, va gestito in modo attento e senza sottovalutazioni». In sostanza, i sindaci vogliono mandare un segnale rassicurante ai cittadini. La scoperta dei siti contaminati fu segnalata il 29 giugno dai responsabili della Salc (l’impresa a cui l’Anas ha affidato i lavori) ai quattro sindaci, alla Provincia, all’Arpa e alla Regione. Non è il primo intoppo di questo genere sulla via dell’autostrada.

È già capitato al cantiere nella zona di Codolazza, a Villa Carcina, dove «le problematiche ambientali relative a superi di alcune soglie inquinanti - dicono i sindaci - sono state da tempo risolte con la bonifica dei pochi spot interessati». La ditta Salc, spiegano, «in collaborazione con l’Arpa e i Comuni, ha concluso da mesi tali operazioni, tanto che il cantiere ha ripreso la piena attività per predisporre l’imbocco della galleria». In estate, i monitoraggi hanno evidenziato il nuovo problema nelle rocce, ma anche «nello strato superficiale di terreno di alcune aree agricole».

Damiolini, Ongaro, Cadei e Facchini promettono attenzione. «Su Concesio, in particolare, sono settimane che con Anas e Salc stiamo analizzando lo snodo delicatissimo della galleria artificiale che interessa via Mazzini e via Moro e gli aspetti ambientali del cantiere principale di via Codolazza». Lo stesso, affermano, «vale per lo svincolo di Sarezzo, l’imbocco della galleria di Villa Carcina e lo svincolo di Termine di Lumezzane».

Promettono di informare i cittadini nel corso di incontri pubblici «quando avremo tutti gli elementi a disposizione», perché «la comunicazione resta fondamentale, ma è necessario sia precisa e coerente con l’evoluzione dei cantieri».

Le aree con gli inquinanti «sono circoscritte», dice il presidente della Comunità montana, Massimo Ottelli. A Sarezzo, ad esempio, in via Antonini, al campo base. «L’importante è che, una volta rilevata la presenza delle sostanze tossiche, si intervenga per la bonifica. È la procedura che stiamo seguendo insieme ad Arpa». I sindaci, ribadisce Ottelli, «si stanno occupando quotidianamente della situazione nei cantieri, pretendono che Salc li tenga informati su tutto. L’impresa sta facendo il suo dovere. Del resto, conosciamo i problemi di inquinamento legati all’industrializzazione della Valle».

Per la costruzione della Concesio-Sarezzo e gli interventi sulla strada provinciale, concludono i sindaci, si dovranno sopportare «alcuni disagi. Il Tavolo tecnico costituito in Comunità montana opera nella direzione di ridurli al minimo». La Valtrompia «ha le risorse per superare questa fase delicata e vedere finalmente risolto il nodo della viabilità di fondo Valle».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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