La loro tecnica era semplice e purtroppo molto efficace. Quando venivano chiamati per una manutenzione o un intervento in garanzia portavano via la poltrona difettosa e facevano firmare una serie di documenti. Ma non si trattava di una sostituzione ma di una nuova vendita. E comunque il secondo acquisto non arrivava mai. I carabinieri della stazione di Nuvolento, che fanno capo alla Compagnia di Brescia, hanno denunciato un imprenditore di 58 anni e un suo dipendente di 47, per truffa in concorso per un raggiro da 9mila euro ai danni di una donna di 74 anni residente a Nuvolera.
La vicenda. La donna aveva acquistato una poltrona alzapersona elettrica del valore di circa 9mila euro nel settembre del 2020 e dopo qualche settimana si è accorta di un malfunzionamento. Contattato il venditore di riferimento dopo qualche giorno ha ricevuto la visita di un incaricato della ditta veronese che vendeva le poltrone. Il tecnico ha effettivamente riscontrato un malfunzionamento e proposto alla donna la sostituzione. Per il buon esito della pratica però ha convinto l'anziana a firmare altri tre assegni da 3mila euro ciascuno. Presi poltrona e assegni l'uomo si è dileguato.




