Valsabbia

Poltrona difettosa, scatta la truffa da 18mila euro

I Carabinieri hanno denunciato due persone: avevano ingannato un'anziana inducendola a sottoscrivere un ulteriore contratto
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Un carabiniere accanto all'auto di pattuglia - © www.giornaledibrescia.it
Un carabiniere accanto all'auto di pattuglia - © www.giornaledibrescia.it

La loro tecnica era semplice e purtroppo molto efficace. Quando venivano chiamati per una manutenzione o un intervento in garanzia portavano via la poltrona difettosa e facevano firmare una serie di documenti. Ma non si trattava di una sostituzione ma di una nuova vendita. E comunque il secondo acquisto non arrivava mai. I carabinieri della stazione di Nuvolento, che fanno capo alla Compagnia di Brescia, hanno denunciato un imprenditore di 58 anni e un suo dipendente di 47, per truffa in concorso per un raggiro da 9mila euro ai danni di una donna di 74 anni residente a Nuvolera.

La vicenda. La donna aveva acquistato una poltrona alzapersona elettrica del valore di circa 9mila euro nel settembre del 2020 e dopo qualche settimana si è accorta di un malfunzionamento. Contattato il venditore di riferimento dopo qualche giorno ha ricevuto la visita di un incaricato della ditta veronese che vendeva le poltrone. Il tecnico ha effettivamente riscontrato un malfunzionamento e proposto alla donna la sostituzione. Per il buon esito della pratica però ha convinto l'anziana a firmare altri tre assegni da 3mila euro ciascuno. Presi poltrona e assegni l'uomo si è dileguato.

Le indagini. Dopo qualche settimana, senza soldi e senza poltrona, la donna si è nuovamente rivolta al venditore che, intuendo cosa fosse accaduto, l'ha invitata a rivolgersi alle forze di polizia. La signora si è dunque presentata in caserma a Nuvolento dove ha messo a verbale quello che le era accaduto. Seguendo il tragitto del denaro della donna, dal suo conto agli assegni fino all’incasso, i carabinieri hanno rintracciato e denunciato l’imprenditore veronese che ha incassato il denaro dell’anziana e il suo dipendente che aveva materialmente preso poltrona e assegni. Nel corso dell’investigazione i carabinieri di Nuvolento hanno scoperto vicende analoghe nelle province di Milano e di Prato: gli accertamenti bancari sono in corso per capire se siano state le medesime persone a passare all’incasso degli assegni indebitamente fatti compilare. L’inchiesta dunque sembra destinata ad allargarsi ancora. I carabinieri e tutte le forze di polizia invitano tutte le persone a prestare grande attenzione prima di firmare qualsiasi contratto, di verificare nel dettaglio l’affidabilità di venditori e fornitori e ovviamente in caso di dubbio contattare le forze di polizia per una immediata verifica. Le pagine di cronaca di questi giorni sono purtroppo ricche di episodi in cui anziani sono finiti nel mirino.

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