Valsabbia

Omicidio Jessica, sotto sequestro la casa di uno degli indagati

Scientifica al lavoro da ieri per cercare tracce della donna uccisa nell’estate di un anno fa
Omicidio Jessica, sotto sequestro la casa di uno degli indagati - © www.giornaledibrescia.it
Omicidio Jessica, sotto sequestro la casa di uno degli indagati - © www.giornaledibrescia.it
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Sembra un film giallo a puntate. «Speriamo che però si arrivi alla fine individuando il colpevole» dice Giovanni Mantovani. Padre della vittima, spettatore interessato, ma impotente, rispetto a quanto è accaduto ieri a Prevalle. Dove i carabinieri hanno messo sotto sequestro l'abitazione di Marco Zocca, uno degli indagati per la morte di Jessica, la 36enne trovata senza vita il 13 giugno 2019 nella centrale idroelettrica di Prevalle. Luminol in casa. Complessivamente sono dieci le persone iscritte nel registro degli indagati dal pm Gianluca Grippo - le ultime otto poco prima di Natale - ma Zocca, 25 anni da compiere ad agosto e Giancarlo Bresciani, 53 anni tra tre mesi, sono ritenuti i principali indiziati e gli unici che devono rispondere di omicidio volontario e distruzione di cadavere, mentre gli altri sono accusati di concorso in quest'ultimo reato. Dalle dieci e trenta di ieri mattina la Scientifica dei carabinieri sta cercando a casa del giovane, che vive con la famiglia, tracce ematiche o biologiche riconducibili a Jessica Mantovani, attraverso l'utilizzo del luminol, lo strumento che evidenzia la presenza di sangue.

Si tratta di un'ulteriore accelerata alle indagini dopo che il padre della vittima era stato ascoltato come persona informata sui fatti in Procura il primo dicembre e dopo che durante le festività natalizie sono stati analizzati tutti i mezzi a disposizione degli ultimi otto indagati.

Tracce su un telo. A bordo di una vettura delle dodici controllate, è stato ritrovato un lenzuolo molto grande che è risultato positivo - numerose le tracce - alla prova del luminol e ora la Procura lo invierà ai Ris di Parma per ulteriori accertamenti così come il materiale prelevato dagli altri mezzi. «È una vettura che non uso da tre anni» ha spiegato il proprietario dell'auto sulla quale è stato recuperato il telo. Tutti i mezzi sono già stati dissequestrati, mentre questa mattina i carabinieri torneranno a casa di Zocca per proseguire e probabilmente completare le analisi.

Dna e mistero. Il profilo genetico del giovane era stato isolato insieme a quello della vittima in una traccia di sangue trovata a casa dell'altro indagato per omicidio, Giancarlo Bresciani, che era stata posta sotto sequestro e perquisita il 13 settembre 2019, tre mesi dopo l'omicidio di Jessica Mantovani. I due uomini e la vittima avevano trascorso insieme in quella casa la sera del 12 giugno, l'ultima in cui la 36enne era stata vista viva. Prima di essere uccisa di botte.

«Il quadro lesivo di natura contusiva apprezzato sul cadavere - stabilì infatti l’autopsia - è compatibile con l’impiego di mezzi di offesa naturali come calci e pugni». I due principali indagati, che abitano a pochi metri di distanza e che sono sempre rimasti in libertà, si sono sempre difesi, negando di aver ucciso Jessica con la quale quella sera -per stessa ammissione di Bresciani - avevano consumato cocaina. Per i Ris ci sarebbero però pochi dubbi: «L’ipotesi accusatoria gode di un sostegno estremamente forte rispetto a quella difensiva» scrisse il comandante Alberto Marino dopo aver analizzato la traccia di sangue con il doppio profilo di Dna. Della vittima e di uno degli accusati.

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