Valsabbia

Omicidio di Gavardo, Pietro e Alba morti soffocati

L'autopsia non lascia dubbi: Pietro Antonelli e Alba Chiodi sono morti per soffocamento.
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Il servizio di Teletutto

Storditi dalle percosse al volto e poi incappucciati con due sacchetti di cellophane legati all'altezza del collo con il nastro adesivo.  L'autopsia non lascia dubbi: Pietro Antonelli e Alba Chiodi sono morti per soffocamento. Quell'ultimo accorgimento per assicurarsi  di averli finiti ha avuto l'effetto sperato. 

Fa rabbrividire la ricostruzione della dinamica di quella che sembra una vera e propria esecuzione, quella consumatasi nell'abitazione di via Bertolotti a Gavardo, dopo una discussione in famiglia. Marco, il figlio27enne, che in realtà non ha mai reso una confessione, che, secondo gli inquirenti, uccide entrambi i genitori che lo rimproverano per essere stato sorpreso dai Carabinieri mentre acquista hashish. I momenti del delitto sono stati ricostruiti ancor più nel dettaglio attraverso l'esame autoptico che ha evidenziato che Pietro e Ada sono stati colpiti ripetutamente a mani nude e anche con un oggetto contundente, forse una statuetta, che però ancora non si trova. 

E proprio mentre all'ospedale Civile veniva eseguita l'autopsia, sulle rive del Chiese, nel tratto di fiume che scorre in territorio Nuvolento,  sono stati ritrovati un paio di pantaloni a pinocchietto e delle scarpe da ginnastica che potrebbero appartenere a Marco Antonelli, principale e unico indiziato dell'orrendo omicidio. Calzoni e scarpe, secondo le testimonianze, simili a quelli che indossava la sera del delitto, dei quali non c'era più traccia e che ora saranno inviati al RIS di Parma per verificare se c'è corrispondenza tra le suole delle scarpe ritrovate nel fiume e le impronte rinvenute in casa Antonelli.

Una tragedia che ha lasciato nello sgomento l'intero paese di Gavardo, dove i coniugi Antonelli, entrambi insegnanti in pensione, erano conosciuti e benvoluti, ma che in realtà è stato l'epilogo di una serie di liti per quel rapporto conflittuale che Marco, università non finita e senza un lavoro, aveva con i genitori. 

Il 27enne da venerdì è rinchiuso a Canton Mombello con l'accusa di duplice omicidio. Ha incontrato il suo legale al quale non ha avanzato alcuna richiesta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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