Minacce e insulti al sindaco di Bagolino e a sua figlia

Sette lettere anonime cariche di insulti, sfottò e soprattutto minacce. Rivolte a lui e, aspetto ancora più inquietante, anche alla figlia. «Sono ferito. È davvero difficile andare avanti» racconta Gianzeno Marca, sindaco di Bagolino, preso di mira da diverso tempo. «Da codardi, perché questa gente non può che essere definita così», si sfoga il primo cittadino che ora ha denunciato.
Ieri notte l'ultimo atto. A Ponte Caffaro sono comparse due sagome di cartone con il viso di Marca con la fascia tricolore e del progettista del ponte in costruzione dal 2017 che collega la provincia bresciana con quella di Trento. «E su entrambe le estremità del ponte c'erano volantini che sbeffeggiavano la mia persona», ha scritto il sindaco valsabbino nella denuncia presentata ieri ai carabinieri. Il ponte in questione è spesso al centro degli attacchi rivolti a Marca.

«Cari amici, ma è vera la storia del sindaco, delle multe ai camionisti che passano dal ponte di Prada? Vergogna» è il contenuto di una delle tante lettere arrivate al sindaco da luglio ad oggi. Anche e soprattutto a casa sua. Ma in questa vicenda sono comparsi anche striscioni e volantini. Il primo cittadino di Bagolino ieri ha portato all'attenzione dell'Arma tutte le offese, gli insulti e le minacce. «Stai attento a quello che fai. Dimettiti è meglio per tutti», «Abbassa le arie o cambia paese», sono alcuni dei messaggi contenuti in buste sempre passate in questi mesi dal centro smistamento posta di Verona.
Ad una lettera era stata allegata la fotografia della figlia presa dal profilo Instagram della ragazza. «State attenti a quello che fate», la minaccia scritta a mano. «Anche lei ha ricevuto molte lettere anonime. Mia figlia è spaventata e vuole andare via. Il fatto - prosegue Gianzeno Marca - che sia colpita la mia famiglia è l’aspetto più brutto e che più mi preoccupa». In attesa degli sviluppi sulle indagini, il sindaco di Bagolino in un momento di sconforto e rabbia ha pure pensato al passo indietro.
Salvo poi ripensarci. «Per non darla vinta. Ho pensato di dimettermi perché vicende come queste fanno male. Ma poi mi sono detto che a giudicare il mio impegno da amministratore saranno i cittadini e quindi vado avanti. Amareggiato, certo, ma non mi fermo».
«Sono vicino al sindaco di Bagolino ed esprimo a lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà. Siamo di fronte ad atti vili, ignobili, che vanno contro ogni forma di democrazia - così Simone Alghisi, presidente della Provincia -.Nella speranza che i responsabili siano individuati rinnovo vicinanza e solidarietà a Gianzeno».
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