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TRADIZIONI

Màscher, sonadùr e balarì: Carnevale è pronto a tornare ai fasti del passato

Ubaldo Vallini

Valsabbia
16 gen 2023, 07:01
I celebri balarì con i loro costumi tipici - © www.giornaledibrescia.it

I celebri balarì con i loro costumi tipici - © www.giornaledibrescia.it

Dopo tre anni di sofferenza causa pandemia prima, per problemi legati alla sicurezza lo scorso anno, torna quest’anno il Carnevale a Bagolino, anzi c’è già. Archiviata l’Epifania, che ha concluso anche una straordinaria stagione del «Borgo dei Presepi» con il record di presenze, è subito Carnevale a Bagolino. Oggi soprattutto il giovedì, un tempo anche il lunedì, subito dopo le feste natalizie cominciano nella «città della montagna bresciana» ad apparire i primi «màscher», mentre nelle osterie i «sonadùr» accordano gli strumenti sulle antiche ballate, che nelle giornate clou del carnevale accompagneranno le danze dei «balarì».

Così nel capoluogo montano, ma anche nella frazione a lago di Ponte Caffaro, dove i bagossi sono scesi nelle «quadre» realizzate dopo la bonifica delle paludi avvenuta intorno all’anno Mille ad opera dei frati benedettini, che facevano base in San Giacomo in Caselle. Significativo il detto: «Le sante feste di Pasqua e Natale e le santissime di Carnevale», che esprime bene l’importanza del Carnevale per i bagossi. Non si tratta infatti di una semplice festa in maschera, ma di una tradizione che si perpetua di anno in anno, con un suo rito che si ripete ogni volta, sempre uguale nella forma, ma allo stesso tempo sempre diverso per chi lo vive.

Presepi da record

Straordinaria partecipazione di pubblico al Borgo dei Presepi dicevamo: «Abbiamo contato più di seimila presenze - dice infatti il sindaco Gianzeno Marca -, ben felice e con lui il parroco don Paolo Morbio, che la manifestazione che ha coinvolto praticamente tutte le associazioni, oltre a parrocchia, oratorio e tanti cittadini "normali", sia cresciuta così tanto».

Duecento almeno i presepi che quest’anno sono stati realizzati in tutti gli angoli caratteristici del paese e anche fuori. E il Carnevale? «Continuano a chiedermelo e volentieri rispondo che ci sarà, finalmente - sorride e sospira Marca -. Chi in passato saliva fin qui approfittando della situazione in cerca dello sballo o di una sorta di "zona franca" dove fare quel che vuole però è avvisato: con le nuove esigenze legate alla sicurezza non avrà vita facile, anche perché ne va della sopravvivenza del nostro Carnevale».

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