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IL PAPÀ

Il papà:«Senza Iuschra è stato l’anno peggiore della mia vita»


Valsabbia
19 lug 2019, 19:17
IUSCHRA: TUTTA SERLE LA CERCO'

Chi c’era il giovedì pomeriggio di un anno fa a Serle ricorda l’immagine chè è diventata simbolo di una tragedia enorme. Un padre che urla nei boschi il nome della figlia. «Iuschra, Iuschra, Iuschra». Sperava di vedere saltar fuori da dietro un albero la sua bambina. E invece il lieto fine non è mai stato scritto. Il dolore senza fine. «È trascorso un anno ed è stato il più brutto della mia vita» ammette al Md Liton Gazi, il padre della 12enne affetta da autismo. «Io non sapevo che Serle fosse così pericoloso, nessuno mi aveva detto che rischi c’erano» spiega il genitore pur sapendo che non era la prima volta che nel progetto estivo della Fobap c’era la tappa a Cariadeghe.

«Sono passati dodici mesi e mi chiedo come sia possibile che non si trovi nulla. Non un vestito, non una scarpa, non un oggetto di mia figlia. Io non ci voglio credere». Quest’ uomo che ha passato giorni e notti a guardare il bosco di Serle, che nella prima settimana di fatto non è mai tornato a casa nutre ancora tanti dubbi e una piccola speranza. «Dicono che Iuschra sia morta, ma dove è la prova? Perché non può essere viva? Io a volte penso che non sia tutto davvero perso». L’ipotesi rapimento è stata scartata dagli inquirenti, anche perché dopo un anno nessuno ha mai presentato una richiesta di riscatto. «Serle è un paese piccolo, non è una grande città, ma nessuno ha visto niente, nessuno sa darmi spiegazioni. Anche se la gente mi è stata molto vicina».

Questa sera il padre di Iuschra tornerà a Serle e sarà in prima fila per la passeggiata in ricordo della bambina nel giorno del primo anniversario della scomparsa. «Poi sabato sera alle 19 invece sarò in centro città a Brescia in Piazza Rovetta per una manifestazione organizzata dalla comunità bengalese dove ricorderemo la mia bambina». A fine settembre poi sarà in un’aula di tribunale. «Vediamo cosa succederà al processo. Io ho lasciato Iuschra nelle mani della Fobap e non l’ho più vista tornare a casa. Mi dovranno dire perché è successo e come è stato possibile».

 

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