La tradizione si rinnova a Bagolino dove, questa mattina alle prime luci dell'alba, la parrocchiale di san Giorgio martire era un caleidoscopio di colori. I banchi della chiesa erano stipati di persone per la celebrazione di apertura del Carnevale famoso in tutta Italia. La messa è stata presieduta dal vicario diocesano monsignor Gaetano Fontana, con l'invocazione alla Madonna di san Luca. Come prassi vuole i cappelli riccamente ornati dei Balarì sono stati posizionati sugli altari laterali come segno di devozione.

«Niente di tragico, anzi, forse meglio - commenta il sindaco di Bagolino Gianzeno Marca, soddisfatto per come le cose nel centro bagosso siano andate nel weekend, con migliaia di presenti e un flusso continuo di persone-, così il borgo sarà più animato e si eviteranno grossi assembramenti. Non tutti i mali vengono per nuocere: poi certo se si va d'accordo tanto meglio».

La triade pagana delle danze dei Balarì
«Bas de tach», «Partenza manuel» e «Bal Frances»: è questa la triade pagana delle danze dei Balarí che ha aperto le santissime feste del Carnevale di Bagolino. Passi lievi, giochi di mani e battimani, urla e versi gioiosi, il frusciare degli scialli e lo sbrilluccicare degli ori sui cappelli di rossa spighetta: tutto mancava da tre anni, dalla viglia del carnevale 2020 quando arrivò, prorompente, senza guardare in faccia a niente e a nessuno, il Covid.
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