La notizia si era diffusa in un attimo di qua e di là dal lago fin dal primo pomeriggio di venerdì. Solo il giorno dopo però la presunta verità è diventata «credibile», con i primi «lanci» a mezzo stampa: «Ma allora è vero. Chi l'avrebbe mai detto della maestra Laura. Severa sì, ma certe cose
».
Attorno al lago, insomma, si fa fatica a credere a questa storia. La maestra cinquantenne che dall'altro ieri è nel carcere di Verziano accusata di maltrattamenti sui minori che aveva in consegna, nei due anni precedenti aveva lavorato nella scuola materna di Idro e c'è chi giura che col proprio figlio è stata bravissima.
«Cosa le sarà successo?» si chiedono i genitori. Anche il sindaco di Anfo, Gianpietro Mabellini, non si sbilancia: «Non conosco particolari ulteriori. Ovvio che noi stiamo dalla parte dei bambini, come del resto tutto il paese. Però aspettiamo di ricevere maggiori dettagli prima di esprimere giudizi. Anche perché a guardarli oggi questi bambini, almeno esteriormente, non sembrano particolarmente traumatizzati».
Sono in molti ad ogni modo sulle sponde dell'Eridio a chiedersi come sia stato possibile che degli innocenti abbiano dovuto subire tanto. E sotto gli occhi di molti. C'è la sensazione amara che ci siamo costruiti attorno una società incapace di prestare attenzione ai più deboli. E nessuno può chiamarsi fuori.
Anfo, il paese è ancora incredulo
La notizia dell'arresto della maestra ha lasciato sgomenta la piccola comunità.
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