Valsabbia

Aggredita nel bosco: si cerca la Panda che era sulla strada

I carabinieri al lavoro per trovare riscontri alla versione della 18enne che vive a Lavenone
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

La studentessa stava andando a scuola - © www.giornaledibrescia.it
La studentessa stava andando a scuola - © www.giornaledibrescia.it

C’è un punto fermo nell’indagine dei carabinieri di Salò e Brescia sull’aggressione che una studentessa di 18 anni racconta di aver subito giovedì mattina mentre andava a scuola a piedi dopo aver perso il pullman. Si tratta di una vettura, una Fiat Panda 4x4 rossa o amaranto, vecchio modello. La ragazza, ascoltata con tutte le cautele necessarie quando ci si approccia ad una presunta vittima di violenza, ha indicato senza esitazioni marca e modello della vettura che si è trovata davanti, quella utilizzata dall’uomo che, secondo la sua denuncia, l’avrebbe aggredita per poi provare a trascinarla in un fienile.

Una vettura piuttosto diffusa anche in Comuni relativamente piccoli come quelli di Idro e Lavenone: le verifiche dei carabinieri comunque richiedono del tempo. Con il passare delle ore sono trapelati maggiori dettagli sulla ricostruzione fatta dalla ragazza e che Procura della Repubblica e Carabinieri ritengono «credibile».

La ricostruzione

Giovedì mattina la studentessa, che ha 18 anni e vive a Lavenone con la famiglia, attendeva il pullman che l’avrebbe portata all’istituto Perlasca di Idro ma non sarebbe riuscita a salirci. A quel punto si sarebbe avviata a piedi, percorrendo un viottolo nel bosco usato dalla gente della zona per tagliare il tratto asfaltato della provinciale. Mentre lo percorreva avrebbe trovato sulla sua strada la vecchia Fiat Panda e mentre la superava si sarebbe trovata davanti un uomo italiano di circa 35 anni. A quel punto, stando al racconto della ragazza, la situazione per lei sarebbe precipitata.

L’uomo avrebbe provato ad aggredirla e per costringerla a seguirlo nel fienile avrebbe usato anche una bottiglia rotta. La ragazza si sarebbe difesa e sarebbe riuscita a fuggire correndo verso la scuola dove è arrivata poco dopo, in ritardo e sotto choc. Sono state le sue compagne le prime ad accorgersi che qualcosa non andava e a segnalare la situazione agli insegnanti. La ragazza è stata convinta ad andare nell’infermeria della scuola dove sono stati trovati i segni delle ferite alle braccia e alle mani lasciati dai frammenti della bottiglia utilizzata dal presunto aggressore. La ragazza è stata ascoltata in caserma e sulla base delle sue indicazioni proseguono le indagini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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