A nemmeno 36 ore di distanza da quello dell'amico Filippo Zani, anche il cuore di Lorenzo Ruggeri, ieri sera, ha smesso di battere, in un letto del Centro Grandi Ustionati di Parma, dove da giorni il giovane centauro combatteva per non morire. La motocicletta era la passione che univa i due ragazzi mantovani che hanno perso la vita proprio in sella ai loro bolidi sulle strade della Vallecamonica, in un terrificante schianto avvenuto domenica pomeriggio, lungo la Ss 42, a Sonico.
Filippo e Lorenzo dalle Basse di San Biagio, piccola frazione di Bagnolo San Vito, nel mantovano, avevano deciso di raggiungere le montagne camune, forse per trovare un po' di fresco nella prima domenica di vera estate. Filippo Zani viaggiava sulla sua Aprilia 800, Lorenzo Ruggeri invece su una KTM. Terribile l'incidente che li ha strappati alla loro giovane vita. La KTM, scontrandosi con una Opel aveva preso fuoco. Zani per evitare di travolgere l'amico e scontrarsi a sua volta con l'auto aveva frenato, scivolando a terra e riportando ferite gravissime in seguito alle quali il suo cuore ha smesso di battere lunedì mattina all'ospedale di Esine, dove era stato ricoverato. Lorenzo Ruggeri aveva invece riportato ustioni sull'80% del corpo e per questo era stato trasferito al Centro Grandi Ustionati di Parma i cui medici nulla hanno potuto per tenerlo in vita.
I funerali dei due amici saranno celebrati probabilmente per entrambi, insieme, giovedì o venerdì, nel campo da calcio della parrocchia di San Biagio di Bagnolo San Vito, il paese in cui i due amici vivevano. Filippo lavorava nell'azienda di famiglia dedita allo smaltimento delle lastre di cementoamianto, mentre da qualche anno viveva con la compagna Alessandra; Lorenzo invece lavorava, sempre con i familiari, il padre e il fratello, nell'azienda agricola.


