Le indagini erano iniziate dalla denuncia della mamma di una ragazza di 13 anni, nel 2012, ed erano durate 5 anni. I reati contestati a una coppia di residenti in Valcamonica, un uomo di 50 anni e una donna di 44, sono atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico, pornografia minorile e corruzione di minorenne. Nei giorni scorsi, i provvedimenti di carcerazione emessi dalla Procura di Brescia sono diventati definitivi, in quanto le sentenze di condanna sono passate in giudicato, cioè non più impugnabili.
Nei giorni scorsi i carabinieri della stazione di Breno hanno portato i due in carcere a Brescia: condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione l’uomo, con divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori, mentre la donna dovrà scontare 3 anni e 4 mesi di reclusione.
Il 50enne, con un profilo falso e spacciandosi per un minore, aveva adescato la minore in una chat online, dicendo che voleva incontrarla e promettendole dei regali. I carabinieri, dopo averlo individuato, avevano perquisito la sua abitazione e sequestrato ogni dispositivo elettronico. Dall'esame del computer e dei telefoni dell'indagato era emerso vario materiale, poi dimostratosi utile a ricostruire le responsabilità dei due condannati, che all'epoca dei fatti avevano una relazione sentimentale.
Gli elementi probatori raccolti hanno retto fino all'ultimo grado di giudizio pronunciato dalla Corte di Cassazione.



