Al termine dell’ultima udienza il presidente della Corte d’Assise Roberto Spanò aveva invitato la difesa a fare una riflessione. «Bisognerà capire la psicologia degli imputati, le dinamiche di gruppo, capire se c’è questo trio criminale, com’è stato descritto fino ad oggi. Forse sarebbe meglio nominare un terzo avvocato» aveva detto Spanò. Ed è stato ascoltato. Paola e Silvia Zani e Mirto Milani prendono strade difensive diverse in vista di giovedì prossimo, quando compariranno in aula per una delle udienze più attese del processo sull’omicidio dell’ex vigilessa di Temù Laura Ziliani, madre delle due ragazze imputate.
I tre racconteranno in aula la loro verità su quanto accaduto tra il 7 e l’otto maggio 2021, notte in cui, come hanno confessato solamente un anno dopo, uccisero Laura Ziliani soffocandola dopo averla stordita con un mix di benzodiazepine, occultando poi il cadavere nei boschi del paese dell’Alta Vallecamonica dove venne ritrovato esattamente tre mesi più tardi, l’otto agosto, quando la piena del fiume Oglio spostò la terra mista a malta utilizzata per coprire il corpo senza vita.




