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LA CONFESSIONE

Omicidio Carol Maltesi, il macabro piano dell'assassino


Valcamonica
30 mar 2022, 20:55
BORNO, FERMO CONVALIDATO

L’assassino di Carol Maltesi resta in carcere, accusato di omicidio volontario, distruzione di cadavere e occultamento. Così ha deciso il gip del tribunale di Brescia, Angela Corvi, che ha convalidato il fermo. Troppo gravi gli indizi sulla sua colpevolezza, così come troppo numerosi gli aspetti ancora da chiarire. L’assassino dell’attrice hard 26enne, il cui corpo smembrato è stato ritrovato domenica scorsa a Paline di Borno abbandonato in una scarpata, ha confessato di averla ammazzata, fatta a pezzi e di averne conservato i resti per due mesi in un congelatore. Davide Fontana, 43enne impiegato di banca e foodblogger, era il vicino di casa della ragazza, che viveva in un appartamento a Rescaldina (in provincia di Milano).

Cosa ha detto l'assassino reo confesso

Gli inquirenti mettono i sigilli all'appartamento di Davide Fontana - Foto Ansa/Matteo Bazzi © www.giornaledibrescia.it

L’interrogatorio di convalida, che si è svolto questa mattina nel carcere di Canton Mombello, è durato circa 30 minuti. «Con la confessione è uscito da un incubo che stava vivendo da due mesi» ha detto il suo legale Stefano Paloschi. Fontana ha raccontato agli inquirenti di aver colpito la donna con un martello durante un gioco erotico. «Non so cosa sia successo. Mi son reso conto di averle procurato molte ferite e perdeva molto sangue. Credo che fosse già morta ma, non sapendo che altro fare, le ho tagliato la gola con un coltello da cucina» sono le parole usate dall'uomo nel lungo interrogatorio di lunedì notte, che si è concluso con il fermo disposto dal pm Lorena Ghibaudo e confermato dal gip che si è poi dichiarata incompetente territorialmente e ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Busto Arsizio.

Cosa succede ora

La Fiat 500 di Carol Maltesi, usata dal suo omicida per trasportare i suoi resti - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Nei prossimi giorni gli inquirenti entreranno nelle case della vittima e del suo assassino per i primi accertamenti, così come inizieranno ad analizzare i cellulari sequestrati. Fontana ai carabinieri di Brescia ha anche aggiunto che dopo aver fatto a pezzi Carol Maltesi ha cercato di dare fuoco ai resti. «Ho prenotato un appartamento su Air B&B sito a Vararo (in provincia di Varese, ndr). Era una casa singola in collina, isolata. Nella zona barbecue ho provato ad appiccare il fuoco ai resti, utilizzando alcol e benzina» ha spiegato. Il congelatore in cui ha poi deciso di conservare il corpo lo aveva comprato apposta e lo aveva installato a casa della donna con la quale aveva avuto una relazione che - ha spiegato Davide Fontana - era finita dopo un viaggio a Viterbo per girare le scene del primo film a luci rosse registrato dalla ragazza. 

Il ricordo della madre

Un primo piano di Carol Maltesi, 26 anni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

La mamma di Carol Maltesi ha detto al suo avvocato: «Voglio ricordare mia figlia come la conoscevo io, di quello che dicono gli altri non mi interessa». Nonostante i genitori fossero separati, «Carol aveva una famiglia che la amava, anche se mamma e papà erano separati, le volevano bene, la chiamavano principessa» ha proseguito l'avvocato Scalia. «Nel periodo in cui la ragazza sembrava scomparsa - ha spiegato il legale all'Ansa - la mamma ha continuato a chiamarla», ma Davide Fontana, arrestato dopo aver confessato il delitto, «le aveva scritto fingendosi Carol di essere a Dubai, dove non poteva usare il telefono». Lo stesso è accaduto all'ex compagno di Carol, padre di suo figlio. «Ha continuato a chiamarla, e si è insospettito il giorno del compleanno del piccolo, perché lei non mancava mai una videochiamata». Quando Maltesi non è comparsa in videochiamata, «il padre del suo bambino ha pensato di andare al Consolato, pensando che le fosse accaduto qualcosa», ha aggiunto l'avvocato Scalia.

«Lui era ossessionato da lei, si era trasferito a Rescaldina dopo solo un mese dal primo contatto sui social, con il quale si era proposto di farle delle foto e seguirle i profili social», ha spiegato Scalia. «Ho potuto appurare queste informazioni grazie alle conversazioni telefoniche tra Fontana e l'ex fidanzato di Carol, con cui lei era rimasta in contatto», ha proseguito. «Quando è andato a trovarla si è ritrovato le gomme della macchina bucate, e ha sempre avuto la sensazione che Fontana fosse geloso». Secondo la legale, «lei si è fidata perché lui si presentava come una persona perbene, pacata», e «di certo so che Carol non è morta per un gioco erotico finito male». Domani in Italia arriverà anche il padre della 26 enne, dall'Olanda. «Un uomo distrutto dal dolore, la chiamava principessa, si volevano molto bene», ha aggiunto. «Anche il padre del suo bimbo è sotto shock, sono persone che ora vanno tutelate e protette».

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