Il letto è sempre quello di terapia intensiva. La prognosi rimane riservata e per i medici di rianimazione pediatrica, Nicola non è ancora fuori pericolo. Ma le sue parole sono la più bella vibrazione degli ultimi quindici giorni.
"Dite al mister e ai miei compagni di squadra che li saluto tutti. Io sto bene e non devono preoccuparsi per me". A 12 anni, Nicola Giacomi dimostra tutta la sua forza dalla corsia di un ospedale dove continua la sua battaglia, con una forza di volontà che fa ben sperare anche i medici.
Quindici giorni fa, sul finire dell'allenamento del lunedì, quella maledetta recinzione di cemento all'interno dello stadio comunale di Darfo, l'ha travolto: da quel momento si è alzato il sipario su un incubo che non è ancora finito. Rimane sotto stretta osservazione, messaggia con cellulare e pc per ingannare il tempo e vorrebbe scendere dal letto, ma ancora non è il momento. Possono vederlo soltanto papà, mamma e le sorelle ma anche un paio di dirigenti del Darfo Boario lo hanno incontrato.
Tanta prudenza e tantissima pazienza, quindi. Ma le sue parole le vogliamo condividere con i tanti lettori che, anche nei giorni scorsi, non hanno mai smesso di chiederci informazioni e, insieme a noi, di sperare in una buona notizia. Eccola.
Sergio Gabossi
Nicola non s'arrende: "Tranquilli, sto meglio"
"Dite al mister e ai miei compagni di squadra che li saluto tutti. Io sto bene e non devono preoccuparsi per me". Così Nicola Giacomi.
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