Sulla riattivazione dei binari a Niardo, dopo l’alluvione di fine luglio, è calato un preoccupante silenzio. A cinque mesi e mezzo, dopo la ripulitura del tratto di sedime ferroviario, travolto da fango e detriti la sera del 28, le notizie sono frammentarie. O, meglio, quanto trapela non fa presagire tempi certi e celeri. Perché il chilometro circa di binari di quel tratto è stato asportato, così come le traversine e tutti i materiali depositati, e la linea è stata ritracciata. Da allora però nulla più si è mosso.
Il progetto
Pare che la decisione, al momento, sia di aspettare che, in quota, lungo i canaloni dai quali si è distaccata la frana che ha invaso il paese, venga dapprima posato il sistema di monitoraggio e di allerta che proteggerà l’area e scatterà in caso di pericoli o di piogge poderose. Un sistema simile a quello presente sulle pendici della Val Rabbia di Sonico da alcuni anni, che si attiva in presenza di portate anomale di materiali nel torrente o sui versanti della montagna, e a quello realizzato sul corso del torrente Blè, sui monti tra Ono San Pietro e Cerveno.


