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ESINE

Morra, Chicco fa la mossa giusta e vince lo scudetto


Valcamonica
10 ago 2018, 19:15

A sinistra Dellanoce e a destra Pavarini - © www.giornaledibrescia.it

Il titolo italiano di morra a coppie parla per metà camuno. Enrico (Chicco) Dellanoce di Esine è stato proclamato, in coppia con l’amico Bernardino (Dino) Pavarini di Montirone, numero uno in Italia durante il dodicesimo campionato nazionale di morra che si è svolto lo scorso fine settimana ad Amatrice.

La passione del formidabile duo - con Chicco che ha la metà degli anni di Dino (35 e 70) - ha prevalso sulle regole, quest’anno non troppo favorevoli, e ha permesso di sbaragliare una settantina di altre coppie in gara. Da regolamento, si gioca infatti secondo le usanze del posto: in centro e sud Italia lo si fa in piedi, mentre da noi, è risaputo, seduti al tavolo. Per questo per la coppia Dellanoce-Pavarini è stato ancora più complicato: un «dettaglio» che non ha impedito loro di trionfare, con soddisfazione e orgoglio.

I due non sono nuovi a questi risultati: già due anni fa il titolo è stato di Chicco, mentre nel 2017 è andato a Potenza, ma solo perché la coppia non ha partecipato. Non solo, Dino Pavarini, in passato, ha vinto una lunga serie di campionati di fila. Dellanoce (che è anche vicesindaco di Esine) e Pavarini sono tesserati e iscritti alla Compagnia della morra di Barbariga. Il giovane camuno ha iniziato a giocare cinque anni fa, trascinato dallo zio Andrea Dellanoce, che purtroppo due anni fa è mancato. Da allora Dino se l’è preso sotto la sua ala protettiva e da qui è nata la coppia vincente.

«Mi alleno una sera a settimana e gioco una domenica sì e una no», dice Chicco, in questi giorni è impegnato a organizzare il Memorial dedicato allo zio Andrea, in programma il 26 agosto a Esine. D’altronde è meglio essere preparati: l’estate prossima il campionato italiano si terrà a Marone e l’intenzione è quella di non farsi sfilare il titolo «in casa». In zona, oggi, ci sono 120 tesserati, in crescita, ma i giocatori sono molti di più: basta fare un giro in qualche bar di Borno, Montecchio o Piancamuno per capirlo.

 

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