Sapeva perfettamente dove lavora la fidanzata che da qualche mese lo ha lasciato e denunciato per maltrattamenti. Il giudice gli aveva imposto il divieto di avvicinarsi a lei e ai luoghi che frequenta ma venerdì ha deciso di fare quello che voleva. Si è diretto verso il condominio di Ponte di Legno, paese in cui risiedono entrambi, in cui lei si occupa delle pulizie, si è arrampicato sulla ringhiera e le ha urlato contro minacce e insulti. Ed è stato arrestato e, dopo l’udienza per direttissima di ieri mattina, messo agli arresti domiciliari in attesa del processo.
C'è massima attenzione da parte delle forze di polizia alle richieste di aiuto da parte di donne vittime di violenza di genere e, grazie alle recenti novità normative, anche con strumenti per intervenire in modo più incisivo.
L'episodio
Ieri mattina a palazzo di giustizia i carabinieri della stazione di Ponte di Legno hanno portato un 40enne del paese che aveva appunto violato il divieto di avvicinamento alla ex, una 38enne anche lei dalignese, e arrampicandosi sulla ringhiera della struttura aveva lanciato insulti e minacce in direzione della donna. Spaventata ma determinata la signora ha preso il telefono a allertato i carabinieri, spiegando nel dettaglio quanto stava accadendo. Quando la pattuglia è arrivata sul posto l’uomo si era allontanato ma, grazie agli elementi raccolti e alle novità normative introdotte dopo l’omicidio della 22enne Giulia Cecchettin, i militari, rintracciato il soggetto, lo hanno arrestato.
Nell’udienza per direttissima di ieri mattina le ragioni dell’Arma sono state condivise anche dal Tribunale che ha convalidato l’arresto e deciso, per l’ex fidanzato che ha violato il divieto di avvicinamento, l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.



