Valcamonica

Mamma non vaccinata morta di Covid: addio commosso

In tantissimi hanno partecipato all’addio alla 39enne di Piancogno morta venerdì
Agnese Beatrici - © www.giornaledibrescia.it
Agnese Beatrici - © www.giornaledibrescia.it

L’abbraccio discreto, silenziosissimo di una comunità intera ha accompagnato mamma Agnese Beatrici nei suoi ultimi passi terreni. Compiuti dapprima tra le mani del papà Mario e poi tra le braccia della sorella Elisabetta, che si è fatta carico di un gesto tanto difficile ma compiuto con infinita tenerezza: accompagnare l’urna con le ceneri di Agnese negli ultimi metri, sino al loculo dov’è stata deposta. La famiglia Beatrici e l’intera comunità di Piancogno hanno detto addio, ieri pomeriggio, alla trentanovenne scomparsa il 3 settembre all’ospedale San Raffaele, dov’era arrivata alcuni giorni prima in condizioni molto gravi.

Mamma di due bambini di due e sette anni, la donna aveva deciso di non vaccinarsi con tutta la famiglia e il suo nome compariva tra gli elenchi dei positivi al Coronavirus, anche se pare che il suo quadro clinico fosse complesso. A nessuno, ieri, importava di questi dettagli: a prendere il sopravvento è stata la tristezza, l’amarezza nel pensare a due piccoli che ora non hanno più la loro mamma. Forse anche per questo motivo al cimitero sono arrivati in tantissimi per la cerimonia funebre. Qualcuno ha sussurrato che a Cogno non si era mai vista così tanta gente, di tutte le età, ma soprattutto giovani, tra cui gli amici di Agnese e del marito Fabio, che hanno provato a far sentire la loro vicinanza a una famiglia così provata. E il marito ha contraccambiato l’affetto accogliendo le persone all’interno del cimitero, salutandole una ad una con un gesto d’affetto.

La cerimonia è stata celebrata dal don Cristian Favalli che, commentando il Vangelo, ha avuto parole di conforto per i familiari e ha ricordato i due bimbi. All’esterno del cimitero la Polizia locale e la Protezione civile, tra cui il sindaco Francesco Sangalli, hanno regolato il traffico, con un serpentone di auto che è arrivato al confine con Cividate. È stato un rito semplice e senza tante parole, perché ogni parola, in questi casi, appare superflua: c’è stato spazio solo per il dolore e la comprensione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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