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MONTAGNA

La nuova ferrata degli alpini per chi non soffre di vertigini


Valcamonica
28 lug 2020, 08:04
La ferrata tra il Bozzi e i Contrabbandieri - Foto © www.giornaledibrescia.it

La ferrata tra il Bozzi e i Contrabbandieri - Foto © www.giornaledibrescia.it

Una rinnovata via ferrata, la «Via degli alpini», torna a impreziosire le vette camune e a richiamare centinaia di appassionati. Il sentiero che unisce la Forcellina del Montozzo, poco sopra il rifugio Bozzi a Ponte di Legno, al Passo dei contrabbandieri del Tonale è stato rimesso a nuovo: da diversi anni la «ferratina» era malconcia e pericolosa, al punto che, per qualcuno, non poteva più neppure essere percorsa. La roccia, in quel lungo tratto, è friabile e ogni anno, purtroppo, alcuni pezzi si sbriciolavano franando a valle. Il grado di manutenzione necessario risultava troppo alto per garantirne completa fruibilità. Già dal 2014 era fermo un progetto per sistemarla e metterla in sicurezza, adeguandola alle nuove norme sulle vie ferrate.

I fondi sono arrivati un paio d’anni fa dal parco dello Stelvio, che ha stanziato centomila euro. In due stagioni la Ferrata degli alpini è tornata in forma e nel pomeriggio di domenica è stata inaugurata. Approfittando della presenza del presidente nazionale Ana Sebastiano Favero, al mattino al Tonale per la cerimonia del Pellegrinaggio in Adamello, c'è stato il taglio del nastro al Bozzi, alla presenza dell’Ana di Valcamonica e di Ennio Donati, consigliere comunale e nel gruppo alpini dalignese.

Il percorso attrezzato prende il via dal Passo contrabbandieri a 2.681 metri e arriva alla Forcellina di Montozzo a 2.613 metri (o viceversa), toccando la punta massima di 2.910, per uno sviluppo di 2,3 chilometri da percorrere in tre ore. È stato realizzato per la prima volta nel 1988 dal gruppo alpini di Pezzo. È consigliata la percorrenza in estate e autunno ed è raccomandato un minimo di esperienza di montagna e arrampicata (se non si ha troppa confidenza, meglio farsi accompagnare da una guida alpina), con attrezzatura adeguata (casco, imbrago, cordino a Y, guanti e, ovviamente, scarpe da montagna).

Ovviamente non si deve soffrire di vertigini. «Era in condizioni pessime - spiega Donati - e oggi il parco dello Stelvio si occuperà anche della manutenzione. È un settore in crescita e ci sono molti appassionati che frequentano le nostre montagne. Ora abbiamo in programma di sistemare altri due punti, non appena ci saranno le condizioni. Abbiamo posato anche tre bacheche informative al Bozzi, al Passo contrabbandieri e alla Forcellina».

 

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