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ALPINI

L’addio a Sandro Rossi, il «Presidente»


Valcamonica
13 giu 2018, 17:56

Intraprendente. Numerose le iniziative legate alla presidenza di Rossi

«All’Adunata nazionale degli alpini a Brescia nel 1970 incontrai numerosi reduci della Campagna di Russia. Conoscerli fu coinvolgente, commovente: decisi che quegli uomini non dovevano essere dimenticati, mai».

Raccontava così il dott. Alessandro Rossi, laurea in Economia e commercio, per tutti solo Sandro, scomparso l’altro giorno a 82 anni: era fresco di servizio militare, svolto nella Julia, nel ’61/62, a Bassano come recluta ed all’Aquila poi, da dove si congedò come sergente. L’Associazione Nazionale Alpini, sarebbe divenuta la sua ragione di vita.

La felice unione con la moglie Giulia Fiorini (nativa di Gianico, paese che poi lo stesso Sandro, la cui famiglia era originaria di Rovato, amò molto) non aveva avuto in sorte figli: così Sandro dedicò tempo ed energie alle «sue» penne nere.

Nella Sezione Ana di Brescia lavorò con passione, sino a divenirne presidente nel 1985, succedendo a Ferruccio Panazza, ufficiale alpino reduce di Nikolajewka, altra figura carismatica a cui si deve la costruzione della Scuola Nikolajewka, nel 1983, 40° anniversario dell’epica e tragica battaglia in Russia.

Ideata come «monumento vivente», oggi assiste 120 disabili fisici gravissimi e sta realizzando il raddoppio della struttura: diventerà un centro socio assistenziale con 150 posti all’avanguardia in Italia, proprio dietro la nuova Sede Sezionale Ana, costruita vent’anni fa sotto la presidenza Rossi.

Sandro, il «Presidente» per antonomasia, è rimasto in carica sino al 2006, vent’anni: oggi non sarebbe più possibile, essendo previsti al massimo tre mandati triennali. Poi fu anche nel Consiglio Nazionale Ana. Aveva un carattere molto forte, poco incline al compromesso, non sempre facile da affrontare. Il piglio burbero, ma non senza ironia. Il suo carisma, però, era indiscusso, come anche la capacità di iniziativa, grazie anche al fatto che la sua presidenza coincise col massimo di espansione dell’Ana.

Nel 2004 la sospensione del servizio di leva lo vide in prima fila a Roma nella manifestazione in difesa della «naja». Con tale passione che, vicino all’Altare della Patria, la Polizia lo caricò su una Volante («Un leone in gabbia» ricorda chi era con lui). Sandro fu determinante per avere a Brescia l’Adunata Nazionale degli Alpini, nel 2000, una delle più riuscite, anche per partecipazione. Ma il suo «capolavoro» fu il 50° anniversario della Battaglia di Nikolajewka. Nel 1993, in piazza Duomo davanti alle spoglie di Caduti che rientravano dalla Russia si abbracciarono i reduci italiani e quelli dell’Armata Rossa: commovente suggello di una conciliazione che oggi è diventata fratellanza (con tanto di «Patto» che sarà firmato a settembre, proprio a Nikolajewka). 

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