Valcamonica

Darfo, quelle "X" sulle lastre dello stadio

Mentre Nicola Giaconi resta in gravi condizioni, si procede con i soprallughi allo stadio e si pensa ai lavori per rifare la recinzione

Nicola lotta. Non si arrende, nella sua stanza al reparto di Rianimazione pediatrica dell’Ospedale Civile di Brescia, dove si cerca di riparare ai danni di quelle due lastre di cemento che lo hanno martoriato.


Intanto, allo stadio comunale di Darfo, dove il 12enne di Ceto è rimasto ferito, tre addetti del Comune hanno contrassegnato con una «X» fluorescente diverse lastre di cemento della recinzione. Serve a segnare i punti dove intervenire. Perché non accada un’altra tragedia. Un altro «incidente», apparentemente senza colpevoli, ma che ha lasciato in eredità un bambino in condizioni gravi.

Le "X" sono state tracciate sia sulla recinzione che sulla cinta esterna, dove è avvenuto il crollo che ha ferito Nicola Giacomi. Proprio questa barriera è quella che appare nelle condizioni peggiori: delle 225 piastre di cemento (articolate in 45 moduli) che la compongono, 130 sono state «messe in quarantena». Segno che la situazione è più che seria.

Al punto che, ieri mattina, l’Amministrazione comunale di Darfo ha emesso un provvedimento d’urgenza, stanziando i fondi per rifare interamente l’involucro che cinge lo stadio. Probabilmente all’esterno sarà costruito un muro di mattoni rossi, mentre a ridosso degli spogliatoi verrà posizionata una rete metallica.

Resta poi il dubbio, il dilemma più delicato e sconcertante: da quanto quei maledetti pannelli erano fuori posto? Stando alle immagini della partita giocatasi domenica, ossia 24 ore prima dell’incidente, quel tratto di recinzione appare danneggiata, ma con le lastre comunque al loro posto. Consolazione davvero magrissima, che non impedisce di chiedersi se tutto questo poteva essere evitato.

La realtà di oggi è lineare in modo gelido: un dodicenne in ospedale, un recinto pieno di «X». Nuovi aspiranti campioni che scorrazzeranno sul tappeto verde, arrancando dietro un pallone. Quello che faceva Nicola...

(Sull'edizione del 10 novembre la denuncia di una mamma camuna: "Dovevano intervenire prima")

Rosario Rampulla

Sergio Gabossi
 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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