Il principio di base è il medesimo della Marmolada: il gran caldo di quest’estate, con lo zero termico che si dirige verso i 5mila metri, ha accelerato in maniera smodata lo scioglimenti dei ghiacciai, che si sono indeboliti al punto da frantumarsi e far staccare enormi pezzi, i «famosi» seracchi. Quello che è collassato un mese fa dalla Marmolada ha purtroppo investito e ucciso diversi escursionisti. Il seracco scollato giovedì sera dalla Val Gallinera di Sonico, fortunatamente, non ha coinvolto persone, ma ha messo in allarme l’intero paese di Rino. Perché i tocchi di ghiaccio, il permafrost, unito a fango e acqua nerissima, si sono incanalati lungo il torrente Val Rabbia, facendo registrare un flusso anomalo di materiale e, di conseguenza, facendo scattare il sistema d’allerta posato lungo le pendici della Val Rabbia. Prima che i sistemi scattassero, è stato il rifugista di Malga Stain ad avvertire in paese.
Ha chiamato preoccupato il sindaco Gian Battista Pasquini, raccontando d’aver sentito rumori molto forti e visto un gran polverone alzarsi dietro la costa di fronte al rifugio (l’area del distacco non è visibile dal rifugio). Ha subito capito cosa poteva essere successo e ha avvisato a valle. Nel frattempo la sirena in paese è scattata (finora lo aveva fatto solo dopo giorni di pioggia o per le esercitazioni).



