Resta ai domiciliari. Ma l’accusa per lui si ridimensiona. Il gip chiamato a convalidare il suo fermo, infatti, ha ritenuto che non vi siano gli estremi per contestargli il tentato omicidio plurimo, ma che i gravi indizi di colpevolezza sussistano, insieme alle esigenze cautelari, con riferimento solo agli altri reati che gli vengono contestati: i danneggiamenti, la violazione di domicilio e le minacce.
Il 55enne che lo scorso sabato pomeriggio, a Degna di Breno, a colpi di fucile da caccia ha trasformato il weekend di Pasqua di quattro amici in un vero e proprio incubo, non potrà muoversi da casa fino a contrordine.
Valutazioni, quelle del giudice, che non si sposano con la ricostruzione del sostituto procuratore Antonio Bassolino, titolare dell’inchiesta. La quantità dei colpi, la loro direzione e l’esito (visibile nei fori sugli oggetti che le rosate hanno attinto) per il pm dicono altro e parlano di un tentato omicidio plurimo e aggravato dai futili motivi.




