Lozio è il primo Villaggio degli alpinisti in Lombardia

Raggiungo la Valle di Lozio in una giornata capace di fondere magicamente gli impareggiabili colori autunnali con temperature estive. Lo sguardo rotea su boschi e pinete che, al salire dell'altitudine, cedono spazio ad ampi prati, che a loro volta si fanno vette, che nella loro semplicità riflettono bellezza, assumendo a tratti il profilo di saggi guardiani posti a vegliare sui quattro borghi che compongono il comune di Lozio: Laveno, Sommaprada, Sucinva, Villa, il primo centro amministrativo dove sorge il municipio e l'ultimo il più popolato e dinamico.
La dimensione
L'osservazione fa percepire che ci si trova in una dimensione diversa, capace di regalare serenità. Le frazioni sono distribuite armonicamente a ventaglio e sono poste alla sinistra del torrente Lanico, le prime tre sul versante della Concarena, Villa, più discosta, è adagiata alla base del Cimon della Bagozza. Le comunità sorgono ad altitudini comprese tra gli ottocento e i mille metri. Incontro il sindaco, Natale Gemmi, che racconta delle potenzialità del territorio e insieme delle sue fragilità, legate, come avviene in gran parte delle aree interne, non solo alpine, alla mancanza di servizi, allo spopolamento.
Qui, oltre alla contrazione delle nascite come avviene nel resto del Paese, si somma, e non da ora, l'abbandono dei tanti giovani che fra tanta naturale bellezza scontano la grande difficoltà di trovare impiego e occasioni di crescita. Lozio, mi racconta con entusiasmo il primo cittadino, è il primo Villaggio degli Alpinisti in Lombardia. Questi ultimi, conosciuti anche come Bergsteigerdörfer, costituiscono una rete di località esemplari nell'ambito del turismo alpino sostenibile e contano diversi centri tra Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera. Grazie alle sue peculiarità di territorio ancora incontaminato, dove l'uomo mantiene un rapporto privilegiato con la natura e dove la salvaguardia del paesaggio e delle tradizioni locali rappresenta da sempre una priorità, Lozio ha ottenuto alla fine del 2023 il rilevante riconoscimento.
Il progetto
I Villaggi degli alpinisti costituiscono gli elementi basilari del progetto ideato dal Club Alpino Austriaco e dal ministero della Qualità della vita dell'Austria, per la realizzazione di una strategia sostenibile nell'ambito di uno sviluppo turistico alternativo e qualitativo. Il progetto, lanciato nel 2008, si è sviluppato in diversi Länder con l'obiettivo principale di favorire uno sviluppo sostenibile in tutta la regione alpina, riscuotendo grande successo presso gli appassionati frequentatori della montagna. Ad oggi vi hanno aderito, oltre al Cai (Club alpino italiano), i club alpini del Sud Tirolo, della Germania, della Slovenia e della Svizzera, che formano un Comitato Internazionale. Attualmente i Villaggi degli alpinisti riconosciuti e distribuiti in questi Stati sono 41.
Le località riunite nell'iniziativa Villaggi degli alpinisti sono pioniere dell'alpinismo nelle loro regioni. Per questo motivo le montagne e l'alpinismo hanno un grande valore nell'immagine culturale dei nativi del posto e dei loro ospiti, all'insegna del motto: «Meno, ma meglio». I Villaggi degli alpinisti del Club Alpino accolgono in modo particolare gli obiettivi della Convenzione delle Alpi, che persegue uno sviluppo sostenibile nell'intera area alpina. Una carta da giocare per lo sviluppo di questa bella porzione di territorio camuni e bresciano.
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