L'ex area Vela e le ipotesi di soluzioni per il futuro della Franciacorta

Pedalando tra sentieri e vigneti della Franciacorta si scoprono sovente nuovi percorsi e suggestivi angoli di territorio. Si vedono, anche, molte brutture e situazioni che da anni attendono soluzioni diverse e compatibili con la bellezza e l’ambiente della pregiata area. È amaro, ad esempio, transitare a fianco della vasta area ex Vela Laterizi a Corte Franca.
I resti della fabbrica e i terreni sono andati all’asta negli anni scorsi, dopo che nel 2012 le società Vela prefabbricati Srl e Vela Spa cessarono l'attività produttiva. Al ministero dello Sviluppo economico l’azienda dichiarò di ritirarsi dal settore senza presentare un piano industriale alternativo.
Il Tribunale di Brescia decretò il fallimento della prima e l’ammissione al concordato preventivo per la seconda. Una vicenda che ha coinvolto 300 lavoratori con le rispettive famiglie e che da allora ha generato un rischioso vuoto nel cuore della Franciacorta. Area che insieme e più di altre dovrebbe essere protagonista in tema di rigenerazione urbana.
Per questo il futuro dell’area di 170mila metri quadrati assume una forte valenza per l’intero territorio, non solo per Corte Franca. Ne aveva consapevolezza già una decina d’anni fa il Dipartimento di Ingegneria civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica (Dicatam) dell’Università degli Studi Studi di Brescia, che sul tema attivò una ricerca. Ripartire da quello studio, può essere il modo giusto per dare una prospettiva turistica ed economica al territorio, coerente con la sua immagine, legata alla produzione vitivinicola. L’urbanistica può essere un’intelligente cerniera per contribuire a disegnare un territorio nel quale convivano manifatturiero e commerciale con agroalimentare, ristorazione e ospitalità.
Ci sono state, ormai alcuni anni fa, alcune interessanti scintille che facevano presagire illuminate cordate di imprenditori locali. Flebili luci spentesi in fretta. Ora tutto tace e potrebbe essere un segnale tutt’altro che buono per il futuro dell’area e del territorio.
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