Con l’auditorium Gaia Panina il Mind parla bresciano

La strada percorsa non è adagiata nella nostra provincia, ma è legata a una ricercatrice bresciana scomparsa troppo presto. Mi trovo alle porte di Milano, nell’area che ospitò l’Expo 2015, ricordando le numerose visite, le giornate e le serate trascorse tra i vivaci padiglioni di molti paesi del mondo. Belle esperienze. Ora quello spazio che attrasse milioni di visitatori ha assunto nuove sembianze e funzioni, quelle del Mind, Milano Innovation District, area dedicata a un innovativo e interessante ecosistema dell’innovazione con il contributo di alcune tra le più rilevanti istituzioni pubbliche e private, italiane ed europee.
Tra queste la Novartis, che è tra le aziende fondatrici dell’area tematica delle Life Sciences. Il colosso farmaceutico decise di intitolare a Gaia Panina l’Auditorium della struttura, in segno di omaggio «al grande impegno e alla passione con cui il direttore medico di Novartis Farma ha promosso l’innovazione, la ricerca e la collaborazione nel campo della salute, mettendo a disposizione le sue competenze scientifiche e l’esperienza maturate nel corso della sua vita professionale – così commentarono la decisione i vertici di Novartis, uno dei maggiori gruppi farmaceutici operanti nel nostro paese. – Con questo suo impegno, la dottoressa Panina, bresciana, specializzata in cardiologia e con esperienze internazionali di grande rilievo, ha contribuito a consolidare il ruolo di Novartis nel panorama delle aziende italiane più innovative nelle scienze della vita».

L’auditorium
Il 29 aprile di quattro anni fa s’inaugurava l’Auditorium dedicato a Gaia Panina, la Chief Scientific Officer di Novartis Farma Italia, che un mese prima scomparve. Come ricordò anche la testata medica «Doctor33», la dottoressa Panina ha dedicato una vita alla scienza e insieme alla riflessione sulla missione etica della grande impresa. Un contributo di altissimo profilo «che viveva di progetti, di coraggio nell'affrontare le ‘sfide ai paradigmi’ tipiche della scienza, i dubbi che fanno seguito ad ogni scoperta. Nata in una famiglia di scienziati, avvicinatasi ai temi scientifici fin da bambina, nella sua ultima intervista pubblicata nel narrative paper #ReimmaginareIlFuturo, Panina parlava di come la scienza fosse sempre stata parte della sua vita».
L’Auditorium è situato all’interno dell’edificio «The Hive» del Mind Village. L’intitolazione a Gaia Panina è un riconoscimento che testimonia il suo valore scientifico e umano. La sua prematura scomparsa interruppe l’impegno da lei profuso nella ricerca e in progetti sociali legati alla salute, ad iniziare dal «Manifesto per la Salute del XXI Secolo» per individuare percorsi migliorativi di accesso alle cure e promozione degli stili di vita.

La visione di Panina
La visione di Gaia Panina della responsabilità sociale del suo ruolo di ricercatrice scientifica è racchiusa in una sua recente riflessione: «Credo che per fare bene il lavoro di scienziato sia assolutamente necessario avere nel proprio Dna curiosità e desiderio di avanzare nell'ignoto oltre che tantissima dedizione. La pandemia ci ha avvicinato alla scienza e al suo metodo, ma c’è ancora molta strada da fare per promuovere una cultura della scienza basata sulle competenze, ma allo stesso tempo diffusa e accessibile».
M’incammino verso il simbolo bresciano dell’Expo, l’Albero della vita, ripensando al dolce e alla determinazione di Gaia e in cuor mio rinnovo l’augurio di un sereno viaggio nell’universo, approfondendo quella scienza che fu sua grande compagna e ragione di vita.
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