Strada facendo

L'attenzione di don Pierino Ferrari per i malati

Dal suo impegno sono nate la Comunità Mamré, la Cooperativa Raphaël e l'ospedale Laudato Si'. È in atto il processo per la beatificazione e canonizzazione del generoso sacerdote
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

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Don Pierino Ferrari
Don Pierino Ferrari

Mi capita, in questa rovente giornata di luglio di muovermi per due diversi impegni professionali tra Clusane d'Iseo e Rivoltella di Desenzano della Garda. Basta poco, alla mente, per collegare, all'insegna di una ben precisa figura, le due località lacustri, l'una all'Ovest e l'altra all'Est della nostra policentrica, e bellissima, non dimentichiamolo mai, provincia: don Pierino Ferrari. Il suo sorriso rotondo è coinvolgente si palesa nella memoria, insieme al ricordo della sua voce pacata e profonda.

Incontrarlo per conoscere le novità della sua vulcanica attività solidale, per una breve intervista o per scambiare alcune riflessioni, mi regalava ogni volta un grande piacere umano e un arricchimento. «Il movente dell'impresa è la dignità della persona umana. Ogni persona merita il massimo rispetto e la più attenta considerazione, specie se malata e, quindi, indebolita nelle sue abituali difese. Non vogliamo impegnarci soltanto a curare la malattia che colpisce i corpi. Il nostro è altresì un impegno a elevare l'uomo in tutto ciò che lo rende più uomo», sosteneva con convinzione don Ferrari.

L'arco della sua terrena esistenza si apre e si chiude a Clusane d'Iseo, dove è stato anche parroco, tra il 1929 e il 2011, colpito da un tumore. Malattia che tanto ha contribuito a combattere e curare, facendo sì che centinaia, probabilmente migliaia, di persone potessero usufruire di un adeguato supporto sanitario, sempre accompagnato da un corollario di umanità e rispetto. Negli anni '80 don Pierino rivolge l'attenzione agli ammalati di tumore, attivandosi per offrire una risposta Umana, Cristiana, professionale al cancro.

Nel 1984 fa nascere la Cooperativa Raphaël, che si fa carico prioritariamente della sensibilizzazione dell'opinione pubblica e dell'impegno per la prevenzione e la diagnosi delle malattie tumorali. Risale al 1971 la fondazione, sempre per impulso del sacerdote sebino, della Comunità Mamré, successivamente diventata Fondazione Mamré Onlus, comunità di donne laiche, eretta nell'aprile 2004 dal Vescovo di Brescia in associazione privata femminile di fedeli. Le aderenti testimoniamo il Vangelo soprattutto nell'ambito delle opere di carità, vivendo in case aperte all'accoglienza, «che si fa servizio ai fratelli più fragili che si trovano in situazione di bisogno».

Le due realtà ricordate operano a Clusane d'Iseo, mentre l'altro lascito morale e concretamente solidale, sorge a Desenzano del Garda: l'Ospedale Laudato Si’, collegato all'omonima Fondazione Onlus. Una «Cittadella della Salute», un centro oncologico, gestito con la Cooperativa Raphaël, che offre servizi integrati di prevenzione, diagnosi precoce, cure palliative domiciliari e riabilitazione, a supporto delle persone Colpite da tumore. Un impegno a favore dei fragili e dei malati, quello di don Pierino Ferrari, indefesso e cristallino, conosciuto e riconosciuto da molti.

Tanto che è in atto il processo di beatificazione e canonizzazione del sacerdote, attualmente nella sua fase diocesana. La causa è stata avviata con la pubblicazione dell'editto diocesano e la solenne sessione di apertura dell'inchiesta, tenutasi il 10 febbraio 2024 nella Cattedrale di Brescia. Durante questa fase, il tribunale diocesano raccoglie le testimonianze e la documentazione sulla vita, le virtù e la fama di santità. Attore della causa è la Comunità Mamré, il postulatore è Nicola Gori.

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