Strada facendo

Le 1000 Pmi che mostrano la Brescia operosa

Spunti di riflessione regalati dall’iniziativa del nostro giornale, dedicata alle piccole e medie imprese del territorio
Le piccole che fanno grande Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Le piccole che fanno grande Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
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I passi odierni mi hanno portato in piazza monsignor Almici a Bresciadue, nella downtown, nel cuore moderno dell'orgogliosa e coriacea Brixia, accesso alla Sala Corrado Faissola – ancora pare di percepire il sorriso del manager creditizio – nel palazzo progettato dallo studio Gregotti e Associati, razionale cubo architettonico, sede di Banca Intesa, già Ubi Banca. Grazie all'iniziativa «1000 Pmi» del nostro giornale, s'incontrano qui molti dei protagonisti delle piccole imprese che fanno grande Brescia.

Con loro sono molti i protagonisti della Brescia operosa, e sovente silenziosa, che nei diversi ruoli contribuiscono a tessere la solida trama economica di città e provincia. Piccolo è bello? Forse piccolo era bello, oppure, piccolo è bello, ma se cresci... è meglio. Questo, vien da pensare, assistendo alla presentazione della nona edizione dell'iniziativa, con ottima regia dal GdB e del gruppo di lavoro composto da Annamaria Birtalan e Claudio Teodori del Dipartimento Economia e Management dell'Università di Brescia e dai colleghi giornalisti Stefano Martinelli e Giovanna Zenti.

Non mi addentro nei numeri e nelle analisi economiche, già presenti sulle colonne delle edizioni cartacee e quest'anno disponibili ancor meglio che in passato nella sezione digitale del giornale. Come bene, scrive e dice la direttrice Nunzia Vallini, «non è solo una questione di numeri. È molto di più. Perché parlare di piccole e medie imprese a Brescia è un po' come parlare dell'anima del nostro territorio».

La direttrice del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini
La direttrice del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini

Ma, fa riflettere Nunzia, se in Italia le Pmi rappresentano il 97,4% del comparto manifatturiero, e «per anni il piccolo è bello ha funzionato, e ha costruito la forza industriale del territorio, oggi lo scenario è cambiato: in un'economia globalizzata e ipercompetitiva, dominata da grandi player, la dimensione incide su capacità di investimento, accesso alle tecnologie, penetrazione dei mercati esteri». E rimanere piccoli può significare soprattutto svantaggio competitivo quando si parla di innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione.

Un'ottima edizione, anche sulla base dei confronti e delle riflessioni che ho avuto modo di intraprendere con presidenti e direttori di organizzazioni imprenditoriali, esponenti delle istituzioni e intraprendenti figure del mondo dei servizi e del Credito. Ne ho ricavato molti spunti interessanti, che richiamano alla mente la frase «Civitas non lapides sed habitatores», vale a dire: la città non sono le pietre, ma gli abitanti, attribuita a Isidoro di Siviglia, influente teologo, vescovo del VII secolo. Finché le dinamiche del nostro sistema economico, istituzionale e sociale registreranno determinazione, volontà di confronto e di collaborazione, con il comune intento di favorire crescita, innovazione, opportunità, finché le persone continueranno a fare la differenza, Brescia manterrà salda la sua capacità di operare, ancorché in silenzio. Magari, imparando anche a comunicare meglio i propri valori e le proprie capacità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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