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Valentina Del Bono e la maglia del Bresciavolley come seconda pelle

Vincenzo Cito
Dalla cocente delusione del 2019 alla riscossa a suon di promozioni, la storia della giocatrice di volley e della sua fedeltà alla squadra
Valentina Del Bono, classe 1993
Valentina Del Bono, classe 1993
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In quella terribile partita del 27 aprile 2019 fu lei l’ultima ad arrendersi. Il Bresciavolley stava giocando al PalaMero il big match decisivo per salire in C e, avanti 1-0, a un certo punto una controversa decisione arbitrale portò il Capergnanica (squadra cremonese) sul 12-18, aizzando le ire del pubblico. E allora in battuta andò Valentina Del Bono (33 anni il prossimo 17 gennaio, 26 all’epoca) e per ben 8 volte le avversarie sui suoi servizi non capirono alcunché. La situazione fu ribaltata e così arrivò anche il 2-0.

Mancava poco, anzi pochissimo per tagliare il traguardo della promozione. Invece la squadra di casa, logorata da una stagione ricca di infortuni, mollò di schianto, le cremonesi ribaltarono la situazione e alla fine festeggiarono loro. «Ci vollero due anni per sanare la ferita – ricorda Del Bono ancora oggi, con amarezza – perché a causa del Covid le successive stagioni non si disputarono».

Fedelissima

Però, alla ripresa degli allenamenti, nell’autunno 2021, fra rinunce, ritiri e cambi di maglia, lei c’era, unica rimasta di quella serata. Venuta per riprendersi ciò che le era stato tolto. Da allora in poi solo gioie, con la doppia scalata fino alla B2. L’anno scorso il salto in B1 è fallito per un’inezia. Valentina Del Bono è ancora lì, con la maglia del Bresciavolley indossata come una seconda pelle, testimone della favolosa scalata del club cittadino di cui oggi è ancora interprete grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento.

Anno dopo anno l’asticella si è alzata sempre di più, è cresciuto il valore delle avversarie e quello delle tante giocatrici venute a rinforzare la rosa. Però Valentina fa sempre qualcosa di utile. Se non gioca, guida il tifo dalla panchina. Se gioca poco, sfrutta il tempo a disposizione per dare una mano in difesa, e quando è chiamata in campo per una mossa determinante non tradisce la fiducia della coach Irene Bonfadini, che quest’anno la sta valorizzando moltissimo. È successo anche nell’ultima partita di campionato, giocata a Chiavenna (Sondrio) perché è stato di Del Bono l’ace grazie al quale il team ha vinto il secondo set, anche se non è bastato per arrivare al successo (3-1).

Obiettivo promozione

Ad aiutare le compagne a smaltire la delusione è stata ancora lei: «Un campionato è fatto di alti e bassi – spiega –, abbiamo tutto il tempo per rimediare, consapevoli degli errori commessi e ben decise a porvi rimedio. E noi quest’anno vogliamo arrivare fino in fondo». Due promozioni non le sono bastate, ne insegue un’altra. «Sono una che vuole vincere sempre», ammette. E ci sono molti modi per contribuire alle promozioni, anche dando tutto in palestra per essere di esempio verso le altre. «L’allenamento è il momento più importante della settimana – spiega –, mi arrabbio quando le più giovani non lo affrontano con la dovuta serietà».

Mentalità da professionista anche se il suo lavoro è un altro, nello storico negozio di famiglia, in centro, che vende abitini per bambini fino agli 8 anni. La dolcezza nel carattere deve averla presa nel rapportarsi con le mamme e una frase del direttore sportivo Mattia Giudici – artefice del boom Bresciavolley assieme al presidente Giambattista Cabra – spiega tutto: «Perché Valentina è ancora con noi dopo tanti anni? Innanzitutto è una guerriera e in campo ci mette il cuore. Al tempo stesso ha un carattere d’oro perché sa entrare in sintonia con tutti, trasmettendo la propria positività al gruppo. Ci vuole bene e noi le vogliamo bene». Conclude proprio così, con un’espressione che di solito si usa in famiglia, perché come tale Del Bono vive la propria esperienza al Bresciavolley, felicemente ricambiata.

Sani valori

Valentina Del Bono nel negozio di famiglia
Valentina Del Bono nel negozio di famiglia

Valentina ha vissuto anche momenti difficili, quando si è trattato di sanare nello spogliatoio situazioni complicate. «Siamo donne e con questo ho detto tutto. Quando assisto agli allenamenti del mio compagno, anche lui giocatore di volley – sorride –, mi stupisce il fatto che a volte se ne dicano di tutti i colori e due ore dopo li ritrovi in pizzeria a ridere e scherzare. In una squadra femminile tutto ciò sarebbe impossibile». Il modello da seguire Del Bono è in casa. «Ho avuto la fortuna di giocare con Chiara Frugoni, ora diventata nostra team manager – spiega – e da lei ho imparato e tuttora imparo tante cose». Su tutte, la serietà nell’onorare ogni impegno. «Quando ho capito che il livello dei campionati si stava alzando ho cominciato ad allenarmi anche in estate, per farmi trovare pronta alla ripresa». Magari per poi andare in campo solo un minuto. Ma è un minuto giocato alla grande, se si tratta di Valentina Del Bono.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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