Passaggio di testimone alla trattoria «Alla Vittoria» di Nave

Barbara Fenotti
Dopo settant’anni la famiglia Reboldi-Coppi non gestirà più l’attività nata negli anni ’50, a condurla sarà il navense Giovanni Cinghia
La consegna della targa ai titolare da parte dell'Amministrazione comunale - © www.giornaledibrescia.it
La consegna della targa ai titolare da parte dell'Amministrazione comunale - © www.giornaledibrescia.it
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Alla Trattoria «Alla Vittoria» di via Monteclana di Nave si chiude una porta e… se ne apre un’altra. La famiglia Reboldi Coppi, che per quasi settant’anni ha gestito l’attività, ha deciso di cedere la licenza al navense Giovanni Cinghia che continuerà, insieme alla moglie, a servire ai tavoli piatti della cucina tipica bresciana. Se da un lato la trattoria potrà continuare a rimanere aperta grazie alla nuova gestione, dall’altro non si può non pensare come, con il pensionamento dell’attuale titolare Emanuela Coppi aiutata dal figlio Andrea e dal marito Giacomo, si chiuda un capitolo storico per Nave.

I meno giovani ricorderanno bene le domeniche pomeriggio trascorse qui a ballare sulle note della musica della radio e del juke-box. Tra un passo di danza e l’altro, tra le mura della trattoria le giovani coppie si sono scambiate anche i primi sguardi di complicità.

Una lunga storia

Tutto inizia nel Dopoguerra, quando Pietro Reboldi, chiamato «Piero Vestàre» («armadio» in dialetto bresciano, perché era un omone) e sua moglie Marcella Manza avviano l’attività. Prima del Secondo conflitto mondiale Piero commerciava in legna e Marcella gestiva in casa quello che ai tempi si chiamava il «licinsì», ossia una osteria con licenza di vendita. Dopo la guerra marito e moglie decidono di formalizzare l’attività. La trafila burocratica per ottenere la licenza dura più di un anno ma quando, infine, il Comune gliela concede, l’impiegato chiede a Piero come chiamare il locale e lui esclama «Alla Vittoria!»: da qui nasce il nome della trattoria. A Piero e Marcella succederà la figlia Marina, scomparsa anni fa, ed il marito, l’ex muratore Angelo Coppi, che è mancato lo scorso novembre dopo aver vestito per anni i panni di cuoco. La figlia Emanuela inizia a lavorare qui quando è solo una ragazza: appena fa ritorno da scuola posa lo zaino e serve ai tavoli. Un lavoro, il suo, proseguito fino alla fine del 2024, quando ha deciso di cedere la licenza a Cinghia.

Prima del passaggio del testimone della licenza, l’Amministrazione ha voluto consegnare una targa per ringraziare la famiglia. «È un momento importante per la nostra comunità, perché questa trattoria ha rappresentato per anni un punto di riferimento per la buona cucina e per l’accoglienza e il calore umano - afferma l’assessora alla Cultura e al Commercio, Roberta Paradisi -. I gestori hanno portato avanti questa attività con dedizione: la loro passione ha fatto della trattoria Alla Vittoria un luogo speciale per Nave e sono certa che questa attività continuerà a essere un punto fermo per il nostro territorio». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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