Storie

Il «Tabachì de Möradèl» è in vendita dopo 98 anni di storia

Veniero Zanardelli, che aveva rilevato l’attività dalla madre a Nave, ha deciso: «È ora di fare altro»
Barbara Fenotti
Veniero Zanardelli con la moglie Sabrina - Foto © www.giornaledibrescia.it
Veniero Zanardelli con la moglie Sabrina - Foto © www.giornaledibrescia.it

Di primo acchito saranno stati in molti, navensi ma soprattutto residenti della frazione di Muratello, a stropicciarsi gli occhi quando su Facebook hanno letto l’inizio del post «Storica tabaccheria in vendita a Nave…» sotto al nome «Tabachì de Möradèl». Crocevia di storie e momenti di condivisione, ancora oggi molto frequentata nonostante sia una piccola attività di paese, il Tabachì è lì da ben 98 anni. Un punto fisso, una certezza, insomma, per gli abitanti ma anche per chi lavora in zona artigianale.

Veniero Zanardelli, il titolare, è una persona a cui spesso e volentieri piace scherzare con i suoi clienti, sia di persona sia attraverso l’attivissima pagina del Tabachì. Stavolta, però, non c’è spazio per giochi e burle: l’attività è davvero in vendita. È Veniero stesso a raccontarlo, dietro al bancone dove sta dal 1998, da quando, cioè, ha rilevato l’attività dalla mamma e dallo zio.

Una foto del Tabachì de Moradel di decenni fa
Una foto del Tabachì de Moradel di decenni fa

«Avremmo voluto, nel 2026, festeggiare il centenario dell’apertura della bottega-tabaccheria inaugurata come negozio di alimentari nel ’26 dai miei nonni materni Gina Re e Mattia Trenti, ma abbiamo deciso di porla in vendita – spiega –. È stata una difficile decisione da prendere, considerando il legame emotivo e gli anni di impegno che abbiamo dedicato a questo luogo, ma le recenti vicissitudini ci hanno portato a fare questa scelta: la vita è una sola e crediamo sia importante ascoltare il proprio cuore e seguire il proprio percorso, anche se ciò significa dire addio a qualcosa di significativo».

Poco più di un anno fa al 53enne è stato diagnosticato un tumore, fatto che l’ha spinto a sottoporsi a delle cure che, fortunatamente, hanno dato i risultati sperati. Veniero ha condiviso passo passo i momenti della sua malattia sulla pagina Facebook della sua attività e «il calore che ho ricevuto dalle persone, sia via social sia di persona, è stato parte della cura stessa».

Il difficile momento che si è trovato ad affrontare insieme alla moglie Sabrina Rizzato, che lavora con lui e a loro figlio, però, l’ha portato a fare riflessioni profonde sul senso della vita. «Il nostro è un lavoro che dà soddisfazioni, ma che richiede anche molto tempo e impegno – spiega –. Sono arrivato alla conclusione che non siamo eterni e talvolta bisogna accettare e abbracciare il cambiamento: da qui la decisione di mettere in vendita l'attività e, chissà, dedicarsi al volontariato, magari in Africa, con la mia famiglia». Qualcuno interessato ad acquistare c’è, ma è ancora presto per dire quando si chiuderà questo capitolo di storia locale lungo quasi un secolo. Di certo per Muratello sarà una piccola rivoluzione. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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