In un proiettore a Nave la passione di Antonelli per il cinema

Barbara Fenotti
L’ha donato il figlio alla comunità ed è stato posizionato nel municipio. «Pierana» gestì numerose sale fino all’età di 86 anni
Il proiettore donato al Comune di Nave - © www.giornaledibrescia.it
Il proiettore donato al Comune di Nave - © www.giornaledibrescia.it
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A dodici anni trasportava le «pizze» di celluloide avanti e indietro dall’oratorio. Bobine pesanti e cariche di storie. Così era iniziata l’avventura di Pietro Antonelli, nato a Nave nel 1929, che di mestiere avrebbe fatto l’esercente cinematografico fino agli ottant’anni e oltre. All’oratorio le pellicole arrivavano già visionate dalla Commissione diocesana dello spettacolo, accompagnate da fogli con indicazioni precise sui tagli da effettuare, compreso il bacio finale, salvo che il film fosse dichiarato «per ragazzi».

Da quella cabina improvvisata sarebbe partita una vita intera dietro le quinte, a far sì che la proiezione andasse a buon fine. Quel mondo oggi è racchiuso in un proiettore, donato al Comune di Nave dal figlio Paolo, ingegnere chimico che ha scelto un’altra strada ma ricorda le domeniche trascorse al cinema di Ospitaletto per dare una mano al padre.

In cabina

L’apparecchio, da qualche giorno visibile in Municipio, proviene proprio da quella struttura, chiusa all’inizio del 2015 quando tenere aperta una monosala in provincia era diventato insostenibile, dato che la trasformazione al digitale era troppo onerosa e le pellicole in celluloide ormai non erano più disponibili. Antonelli, per tutti «Pierana», aveva aperto tre sale in provincia di Brescia e ne aveva gestite molte altre, occupandosi personalmente delle programmazioni. Durante un’intervista aveva raccontato di riuscire a vedere oltre 200 film l’anno.

Un ricordo di Antonelli
Un ricordo di Antonelli

Nel 1981 era stato nominato Cavaliere del lavoro dall’allora presidente Sandro Pertini e più tardi, nel 2002, aveva ricevuto la medaglia d’oro dell’associazione nazionale esercenti cinema, riconoscimenti che non amava esibire.

È rimasto in cabina fino a 86 anni: è morto nel 2017, a 88. Dopo la chiusura di Ospitaletto il proiettore era stato portato a casa. «Funzionerebbe ancora - dice Paolo - ma le pellicole non esistono più. Ora è tutto digitale».

Da qui la decisione di restituirlo alla comunità. «Con questa esposizione diamo testimonianza di un territorio che sa esprimere molteplici esperienze – osserva il sindaco Matteo Franzoni –. La nostra comunità ha dato tanto al lavoro nelle acciaierie e nelle fabbriche, ma ha saputo scrivere anche un’altra storia». Quella silenziosa di chi, come Pietro Antonelli, faceva partire il film e restava nell’ombra.

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