La famiglia Turra ha creato una copia della Locomotiva 1 del Castello

Il progetto di padre e figlio sarà presentato a Passirano sabato 21 giugno alle 18. Stasera verrà trasmesso il documentario «La ferrovia dimenticata» che racconta la loro storia
La locomotiva della famiglia Turra
La locomotiva della famiglia Turra
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Quando si chiede a Giuseppe Turra come inizia questa storia, si mette a ridere e risponde così: «L’inizio si perde nei tempi». E siccome questa è una storia – prima ancora che di comunità – di famiglia, a ridere sono anche la moglie, Dora Tognoli, e i figli Michele ed Elisa, che quest’avventura l’hanno intrapresa insieme a lui. L’inizio, forse, è un ricordo tramandato. Un’immagine di suo padre Angelo: «Mi ha sempre raccontato che da bambino correva nei campi di Passirano per vedere il treno passare».

Da lì – da quelle corse per vedere quel «mostro strano» che «ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite» per citare Francesco Guccini – sono nate le gite della domenica ad ammirare la Locomotiva numero 1 che spiava (e che ancora sorveglia) Brescia dal piazzale del Castello. E sempre da lì, da quella memoria – vividissima perché custodita con cura – è nata l’impresa ora compiuta: ricreare di sana pianta, a grandezza naturale, l’iconica locomotiva, simbolo di un’epoca in cui il progresso correva su rotaie trasformando paesaggi e vite. Come quella della famiglia Turra.

Memoria

Per Giuseppe (decisamente appassionato del film «Ritorno al futuro») la locomotiva non è solo un monumento, ma un veicolo per attraversare il tempo, esattamente come la DeLorean per Doc: «Ho sempre amato l’idea di viaggiare nel passato per riscoprire chi siamo. La locomotiva è il mio modo di farlo, ma senza bisogno di effetti speciali». Una connessione tra ciò che è stato e ciò che sarà. Dopo aver acquistato una striscia del terreno abbandonato su cui scorrevano i binari dell’antica ferrovia, si arriva alla fine del 2019, quando le «trasferte» sul Cidneo iniziano a farsi più frequenti.

Giuseppe e il figlio Michele hanno osservato la «Numero 1» per giorni, fotografandola da ogni angolatura e catturando ogni minuzioso particolare: dai bulloni alle curve. Quelle immagini sono diventate la base per realizzare il primo disegno, presentato il 18 febbraio 2020 al Comune di Passirano. «Ogni dettaglio doveva essere perfetto – spiega Giuseppe –. Non era solo una questione di estetica, ma di rispetto per la storia. Volevo restituire al mio paese una parte della sua identità, un simbolo del cambiamento che ha plasmato queste terre». L’acciaio inossidabile per garantire la durabilità dell’opera rappresenta anche la volontà di sfidare il tempo, trasformando la locomotiva in un’opera da tramandare.

Giuseppe Turra e suo figlio al lavoro
Giuseppe Turra e suo figlio al lavoro

La pandemia ha rallentato i piani, rendendo impossibile inaugurare l’opera nel 2023, in tempo per l’anno di Capitale della Cultura. Ma Giuseppe ha trovato un altro modo per rendere speciale il momento: sabato 21 giugno (alle 18, alla Turra meccanica di via Brognolo, 8), giorno del 140esimo anniversario dell’inaugurazione dell’originario tracciato ferroviario voluto da Giuseppe Zanardelli, la famiglia Turra svelerà il suo «monumento alla storia» durante una grande festa, omaggiando così Passirano. Per l’occasione, ci sarà un rinfresco organizzato grazie alla collaborazione degli Alpini, mentre ad occuparsi della «colonna sonora» della serata sarà la musica live country degli «Hot Joe & the coffeekillers», il gruppo di cui fa parte Elisa (in caso di pioggia, il rinfresco si svolgerà all’oratorio di via Roma, 2).

Comunità

Il risultato di anni di lavoro e di passione, si diceva, arriva da lontano e anche se la storia che ha mosso Giuseppe è personale, l’impatto e l’obiettivo puntano alla comunità e alla condivisione. «Mio padre mi parlava di come il territorio fosse stato trasformato, di come la nostra terra avesse dovuto cedere il passo al progresso, che non è stato solo un cambiamento tecnologico, ma anche umano, culturale e sociale» ricorda Giuseppe che, con questa locomotiva, vuole rendere omaggio a quel sacrificio. Ogni dettaglio è stato forgiato con amore e precisione, non per celebrare il progresso fine a se stesso, ma per onorare le persone e la loro resilienza.

«Ritorno al futuro mi ha insegnato che ogni scelta che facciamo lascia un segno nel tempo – riflette –. Volevo creare qualcosa che parlasse del passato, ma anche alle generazioni future». Un invito a riflettere sul cambiamento. «Vorrei tanto che chi la vedrà, capisca cosa ha significato la rivoluzione industriale per il nostro territorio – sottolinea –. Non è stato facile, ma è stata una svolta che ci ha portati dove siamo oggi». E come il treno del suo paese o la DeLorean dei suoi sogni, la locomotiva continuerà il suo viaggio: non più sui binari, ma portando con sé una storia che non smette di correre, che continua a ispirare e a muoversi. Come un treno lanciato verso nuove destinazioni, ma soprattutto – come precisa Giuseppe – verso nuove generazioni. Perché, si sa, «gli eroi son tutti giovani e belli».

Il documentario

Il documentario sulla locomotiva di Enrico Zanardelli
Il documentario sulla locomotiva di Enrico Zanardelli

È (letteralmente) un’opera nell’opera. Perché sì, l’impresa di Giuseppe Turra e della sua famiglia è un’avventura... da film. A immortalarla - passo dopo passo e racconto dopo racconto - è stato il videomaker Enrico Zanardelli, che ha firmato il documentario «La ferrovia dimenticata», scritto e diretto insieme a Riccardo Cominelli. Una «pellicola» che svelerà quindi non solo il lavoro che si è consumato dietro le quinte per dare vita alla locomotiva, ma anche la storia dell’antico tracciato, tra memoria, simboli, storia ed eredità futura.

La «prima» del documentario è in qualche modo anche l’«anteprima» dell’impresa portata a termine da Giuseppe: stasera (venerdì 20) alle 20.30 al Teatro Civico di Passirano (via Garibaldi, 3) sarà infatti proiettato il film. Ma no: la platea non vedrà la locomotiva ultimata del tutto. Per ammirare il monumento bisognerà attendere la grande inaugurazione di domani. È solo in quel momento, infatti, che il documentario di Zanardelli verrà effettivamente ultimato «live», catturando i momenti clou della cerimonia, della «caduta» del drappo che nasconde la locomotiva e del momento di festa dedicato alla comunità. Scrivendo così il finale di questo progetto, certo. Ma anche l’inizio del nuovo viaggio (e di un nuovo simbolo) nella storia di Passirano, esattamente come 140 anni fa, quando «La ferrovia dimenticata» venne inaugurata tra gli applausi. Bis.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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