Pallamano: da Leno all’azzurro, Carlos Britos tecnico vincente

Vincenzo Cito
Con il club della Bassa è ripartito dalla A1 femminile dopo il ripescaggio. La Federazione gli ha affidato la supervisione delle Nazionali giovanili, con le quali ha ottenuto risultati importanti
Carlos Britos parla con le sue giocatrici - © www.giornaledibrescia.it
Carlos Britos parla con le sue giocatrici - © www.giornaledibrescia.it
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La scorsa stagione, per il Leno femminile, era finita male. Poi l’estate gli ha regalato solo gioie. Ritrovata la A1 a tavolino dopo una beffarda retrocessione, il club della Bassa è partito in campionato con due vittorie su due, mentre il suo coach si è distinto anche in campo internazionale alla guida delle Nazionali giovanili. Si tratta dell’argentino Carlos Britos, 44 anni, ormai di casa nella nostra provincia per aver allenato anche la squadra maschile del Cologne e che in Italia si era fatto apprezzare innanzitutto come giocatore del massimo campionato con le maglie di Noci, Rubiera e Pressano.

In panchina

Fin da ragazzo, però, aveva mostrato una particolare predisposizione pure per la panchina. «Ho cominciato a giocare a Buenos Aires a 15 anni – ricorda –, anche perché nella mia scuola si praticava solo pallamano. Quando ne avevo 18 mi hanno chiesto di seguire le ragazzine pur avendo loro ben poco da insegnare, vista la mia scarsa esperienza. Allora quello che imparavo da giocatore lo trasmettevo immediatamente alle allieve».

Così, senza volerlo, si è costruito fin da piccolo una seconda carriera, e quando è arrivato in Italia, all’attività in campo ha abbinato quella di tecnico delle formazioni giovanili. Abbandonato l’agonismo nel 2015, ha proseguito come allenatore e per anni ha guidato in A1 Ferrara, prima di approdare a Leno, dove ha allenato anche la squadra maschile di A2.

La squadra del Leno femminile - © www.giornaledibrescia.it
La squadra del Leno femminile - © www.giornaledibrescia.it

In azzurro

Il suo particolare talento nel valorizzare il vivaio è stato apprezzato dalla Federazione, che gli ha affidato la supervisione delle azzurrine arrivate gli scorsi mesi a due risultati di prestigio ai campionati europei B di categoria. L’Under 17 ha vinto l’oro nella fase finale svoltasi in Kosovo, garantendosi il diritto a partecipare nel 2027 agli assoluti riservati alle 24 nazioni europee migliori. In Georgia l’Under 19 ha conquistato il bronzo.

«Risultati ottenuti grazie a un lavoro cominciato già nel 2024 con lo staff che comprendeva i tecnici Esteban Alonso, Andrea Menini e il preparatore atletico Patrizio Pacifico – precisa Britos –, ma soprattutto grazie all’attività delle aree, caldeggiata dalle Federazione, con raduni organizzati a livello regionale e non più in una sola sede, per visionare il maggior numero possibile di ragazze una volta al mese. In questo modo le atlete hanno la possibilità di crescere svolgendo allenamenti di livello».

Oltre ad aver allenato, Carlos Britos ha anche giocato in Italia - © www.giornaledibrescia.it
Oltre ad aver allenato, Carlos Britos ha anche giocato in Italia - © www.giornaledibrescia.it

Le differenze

L’attività di reclutamento non è semplice. «In Argentina questo è il terzo sport nazionale, in Italia è conosciuto poco. Eppure spesso chi comincia a praticarlo non smette più, specie quando scopre che si fanno tanti gol e chi è sostituito può rientrare – prosegue l’allenatore –. Tra l’altro, la pallamano sviluppa un formidabile spirito di squadra, perché si attacca e si difende tutti assieme. I miei migliori amici restano quelli con cui giocavo da ragazzo in Argentina. Quando ci ritroviamo – sorride – finisce sempre in baldoria».

Riscatto

Tornato in Italia, Britos ha trovato un Leno ferito nell’orgoglio dopo la retrocessione, ma ben deciso a rifarsi dopo il ripescaggio. «Non voglio tirar fuori facili alibi – chiarisce –, ma quanto ci è capitato non è da tutti. In campionato ci eravamo lasciati quattro squadre dietro dimostrando sul campo di meritarci la salvezza. Il regolamento prevedeva la coda dei play out e sfortuna ha voluto che abbiamo dovuto disputarli senza tre titolari, tutte infortunate, e non sono poche in uno sport in cui si gioca in sette». rinuncia del Pontinia ha consentito al Leno di ritrovare la A1, azzannata con un avvio da urlo (29-23 al Casagrande e vittoria in trasferta a Mestrino per 28-16), col chiaro obiettivo di raggiungere stavolta la salvezza diretta, senza fastidiose code.

Rinvigorita dal talento della formidabile Engadi Ateba (già a quota 23 gol) – arrivata da Erice –, e con le solide certezze garantite dall’ucraina Olena Kovtun, ormai bresciana di adozione, la società non smette di valorizzare i talenti di casa (la storica capitana Sara Andreani, 22 anni, originaria di Manerbio, è in prima squadra dal 2018). E sarà presente anche nel campionato di A2 con una formazione di Under. «È il solo modo affinché facciano esperienza – fa notare Britos –, perché nel campionato maggiore troverebbero poco spazio». Il torneo di A1 riprenderà sabato prossimo, 27 settembre, e all’Handball Arena (alle 19, ingresso gratuito) arriva proprio quel Mezzocorona che battè il Leno nella sfida decisiva dei play out. L’occasione giusta per dimostrare che quest’anno la musica sarà diversa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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